La Corte premia madame clientela

Di Bracalini Paolo
27 Luglio 2006

Pensionata d’oro, per aver commesso il fatto. Edith Cresson potrà conservare la sua pensione di 3.600 euro al mese anche se condannata per clientelismo dalla Corte di giustizia europea.
Quando era commissaria Ue alla Ricerca e all’Educazione, tra il 1995 e il 1999, la Cresson aveva assunto come consulente ed esperto di malattie infettive il suo dentista, nonché vecchio amico, tale René Berthelot. Per un po’ di anni, dunque, il nostro è rimasto alle dipendenze delle istituzioni europee e ben remunerato, prima nella Direzione generale “ricerca” con l’incarico di coordinare gli studi sull’Aids e uno stipendio di 3.700 euro al mese, poi, nel febbraio 1997, è stato spostato al Centro comune di ricerca, dove la sua retribuzione è salita a 6.900 euro mensili. Uno stipendio che Berthelot ha continuato a percepire fino al 31 dicembre 1997. Nel marzo del 1999 questo scandalo fece naufragare l’intera Commissione Santer. Ma oggi secondo la Corte non c’è bisogno di sanzioni finanziarie per la Cresson, né di un taglio della superpensione Ue che le spetta. Madame Cresson, ex protetta di Mitterrand, ha già subìto – ha detto il giudice – «un importante colpo alla sua reputazione grazie alla copertura mediatica della questione». E tanto basta.

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