Un governo nel segno della rottura
Ci si pone una domanda legittima, dopo la considerazione che «non abbiamo i numeri per governare» fatta da Enrico Letta: ma questo nuovo governo di centrosinistra è una “discontinuità” rispetto al passato o una perenne “rottura” nel presente? Non vogliamo affatto creare equivoci o strane allusioni. Il ministero Prodi rappresenta senza dubbio una discontinuità rispetto al ministero Berlusconi, ma questo governo è anche una rottura con tutto il passato italiano: in politica estera, in politica economica, nella “libertà di parola” dei singoli ministri, nell’anomala maggioranza al Senato, sul problema delle grandi opere. E si deve constatare che, rispetto al passato, le “rotture” all’interno del governo si moltiplicano ogni giorno: in politica estera, in politica economica e sul già citato. Forse Prodi rappresenta una “discontinuità a doppia rottura”.
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