Le proposte di Disal
Le prove d’esame
La Prima prova di italiano (con le stesse tipologie attualmente in vigore) dovrebbe essere definita per due grandi aree di indirizzo (licei; tecnici-professionali), che tengano conto dei percorsi specifici. Solo la diversità può rendere giustizia dell’importanza e pari dignità dei percorsi.
La Seconda prova potrebbe restare come l’attuale, su una disciplina di indirizzo.
La Terza prova, di stretta verifica delle conoscenze, potrebbe essere preparata a livello nazionale dall’Invalsi e comunicata, come le altre, al momento dell’esame; comunque potrebbe altrettanto essere lasciata all’autonomia della commissione (la prima soluzione la potrebbe collegare all’avvio di un sistema nazionale di valutazione che ancora sogniamo). Potrebbe riguardare quattro discipline, scelte a livello nazionale e anche variabili di anno in anno, come era fino al 1998.
Infine il Colloquio non dovrebbe ripetere le interrogazioni fatte durante l’anno, ma incentivare e valorizzare le capacità complessive maturate dallo studente. Dovrebbe vertere quindi solo sull’argomento scelto dal candidato. Niente materie dunque (già oggetto degli scritti e delle valutazioni di tutto l’anno), ma la verifica di un lavoro di ricerca e/o di un’esperienza di laboratorio, e/o di un prodotto professionale (a seconda del tipo di scuola), a cui lo studente ha lavorato tutto l’anno con la guida di un docente. In questo modo si inizierebbe finalmente a suscitare nella scuola dell’ultimo anno un’attitudine allo studio come ricerca e un approccio della realtà come unitarietà.
La commissione
Tornare alla commissione mista (50 per cento interna e 50 per cento esterna), con un presidente ogni tre classi e con 4 commissari per classe, una per ciascuna delle discipline scelte dall’Invalsi.
L’ammissione
Reintrodurre la possibilità di ammettere o non ammettere gli alunni di quinta all’esame.
Il punteggio
Aumentare l’importanza del lavoro scolastico del triennio e soprattutto dell’ultimo anno. Si potrebbero assegnare 40 punti per il credito del triennio (10, 10, 20). Il punteggio superiore del quinto anno serve a motivare l’impegno degli studenti in tutte le discipline durante tutto l’anno. 60 punti resterebbero alle prove d’esame (15 per ognuna).
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