Immaginare il futuro, l’eredità più preziosa
La politica energetica di Mattei è ancora attuale e si può riscontrare anche nell’Eni di oggi. Dopo la sua scomparsa nel 1962 infatti, l’espansione di Eni è proseguita e si è rafforzata, sempre sulle orme di quella preziosa eredità che Mattei ha lasciato: saper immaginare il futuro, spirito di frontiera, rispetto delle culture diverse.
Oggi Eni ha di fronte a sé alcune sfide strategiche: la crescita della produzione di petrolio, la tutela e il rimpiazzo costante delle riserve certe e poi il gas, che non può mai mancare all’Italia, cui assicura il 60 per cento dell’energia elettrica e il riscaldamento di tre case su quattro. Affronterà queste sfide puntando proprio sullo spirito “matteiano” e su una esperienza ed eccellenza tecnologiche insostituibili.
È su questo patrimonio che Eni sta facendo leva per raggiungere sia il petrolio “facile” – cioè quello dei Paesi produttori come Arabia Saudita, Algeria, Russia, Iran, Libia, che non hanno particolari difficoltà di estrazione; con loro Eni può agire come partner per supportarli, aiutandoli a sviluppare i settori upstream, petrolchimico, della raffinazione e della generazione elettrica – sia il petrolio “difficile”, cioè quello dei paesi ricchi di petrolio in cui però bisogna perforare fino a 3 mila metri sotto il mare; o come il Kazakistan, dove le temperature scendono fino a 60 gradi sotto zero; o ancora come gli Stati Uniti, dove bisogna arrivare fino a 8-9 mila metri; a essi Eni può offrire esperienza, tecnologia, capacità d’impresa.
Attualmente Eni è la prima azienda italiana in termini di capitalizzazione, opera in 73 paesi del mondo, è tra le prime sei compagnie petrolifere al mondo sia per capitalizzazione che per produzione di idrocarburi e ricavi. Si tratta di un risultato straordinario se si pensa che Mattei partì nel 1946 da una semplice scoperta di gas sul territorio nazionale fino ad arri-vare, all’inizio degli anni Sessanta, a sfidare le grandi major mondiali costruendo rapporti innovativi con i paesi produttori. Altre imprese, inizialmente ben più forti, sono uscite di scena, come è accaduto per tre delle Sette Sorelle.
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