Un liberal fra i conservatori

Di Bottarelli Mauro
24 Agosto 2006

David William Donald Cameron è nato il 9 ottobre 1966 e dal 6 dicembre 2005 è il leader del Partito conservatore inglese oltre che rappresentante alla Camera dei Comuni del collegio elettorale di Witney, nell’Oxfordshire. Cresciuto in una famiglia dell’alta borghesia britannica (con lontani legami con la famiglia reale), educato nella prestigiosa scuola privata di Eton, è stato eletto capo dei Tories perché, con stile ottimista e informale, dà volto al bisogno di un ricambio generazionale divenuto molto urgente dopo le tre sconfitte elettorali del 1997, 2001 e 2005. Non appena eletto, ha mostrato la ferma volontà di superare le politiche tardo-thatcheriane costate care, negli anni, ad almeno quattro leader dei Tories. Con la sua personalità carismatica, la dichiarata passione per gruppi musicali come Radiohead e Smiths e un linguaggio giovanile e affabile, Cameron – non senza polemiche – ha adottato molte idee fino ad ora associate alla Gran Bretagna liberal e al New Labour di Tony Blair: totale abbandono di riferimenti discriminatori verso le minoranze sessuali, politiche ambientali più responsabili e sostenibili, possibilità di legalizzare le droghe leggere, difesa della sanità pubblica, un approccio non solo repressivo nella lotta alla criminalità giovanile. I suoi critici da sinistra parlano di una metamorfosi improvvisa dovuta a calcoli elettoralistici piuttosto che a convinzioni. Da destra, invece, le critiche riguardano l’opportunità di adottare uno stile blairiano proprio nel momento in cui la reputazione politica del premier è in netto ribasso. Comunque sia, dopo nove anni i Tories hanno nuovamente superato il Labour nei sondaggi.

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