Attrazione Italia
Negli ultimi cinque anni il boom del settore immobiliare ha coinvolto anche l’Italia. Si tratta di una reazione alla cosiddetta “bolla tecnologica” esplosa nel marzo del 2001 che indirizzava gli investitori su qualcosa di più solido: il mattone. Naturalmente il caso italiano è più difficile da spiegare perché, a detta degli analisti, la crescita demografica è bassa e quella del reddito – in questi anni di crisi – è stata assolutamente modesta. Stupisce però che gli analisti non abbiamo considerato il numero di immigrati regolari (due milioni e 800 mila pari al 4,8 per cento della popolazione – dati Caritas 2005) e le nuove forme di intervento finanziario agevolato sbocciate in questi ultimi 4 anni: fondi immobiliari pubblici-privati, fondi di rotazione delle Regioni, Fondazioni bancarie. Ciò presuppone una valorizzazione del nostro patrimonio residenziale pubblico e una nuova politica di sviluppo del territorio. Proprio per questo è necessario varare un’azione incisiva di “marketing territoriale” (nella foto sotto, il progetto di Addamiano Group a Villasanta, Monza) e cioè un’azione di promozione nel mercato internazionale dove le nostre città – con le loro realtà pubbliche e private – rendono concorrenziale e attraente l’investimento sul proprio territorio, mostrando perché è più conveniente investire in Italia piuttosto che in altre parti del mondo.
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