Una lancia per Casini, ma solo se intona Rigoletto
Leggo sulla Stampa di Torino la bella testimonianza di un giovane islamico che dice «saranno Dante e Petrarca a proteggere l’Italia dalla mina impazzita del multiculturalismo all’inglese». Sì, se – come fecero con la biblioteca d’Alessandria (e come hanno già tentato di fare col duomo di Cremona con uno della banda dei rilasciati dalla multiculturale magistrata Clementina Forleo) – non li bruciano prima.
Francesco Valenti Milano
Questa è come l’osservazione sulla testardaggine della realtà che fece un certo luminare della diabetologia al mio amico Archi per convincerlo dei rischi connessi alla sua patologia. «Il diabete è la malattia degli intelligenti. O, per lo meno, la condanna a morte dei pirla».
Durante un convegno sulle neuroscienze un gruppo di ricercatori olandesi ha avanzato l’ipotesi che la Ru486 possa essere efficace contro gli ormoni dello stress. Insomma, più che come anticoncezionale potrebbe funzionare come stress interruptus?
Giuseppe Rovere Roma
Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dalla demenza scientista.
Si può relegare il tema dei rapporti fra i poli come un tormentone estivo o come considerazione del concludersi dei primi cento giorni di governo Prodi. Quest’ultimo considera gli intelligenti spunti di Casini come colpi di sole, nulla più che temporali agostani, altri osservatori prediligono apprezzarli o bollarli col marchio d’infame tradimento. Ciò dipende da quale punto di osservazione si parte. Partiamo dalle elezioni e dalle sconfusionate dichiarazioni delle “galline”, descritte da Francesco Merlo, nei giorni successivi al giuramento. In quei giorni c’era chi pensava alla piazza e allo sciopero fiscale. La piazza si minaccia anche per i prossimi mesi, con qualche ragione in più, per via della dimostrazione di fragilità dell’Unione su ogni provvedimento. La fiducia usata di continuo è come le sberle ai figli: troppe insegnano solo violenza e abitudine, non educano. Così minacciare sempre il ricorso alla piazza è come gridare sempre “al lupo!”. In proposito si nota una differenza di impostazione tra le fila dell’opposizione. Infatti tre partiti su quattro fanno spesso uso del tentativo di far mancare il numero legale, un altro predilige rimanere in aula e votare contro. Modi di intendere l’opposizione diversamente, come testimonia la vicenda del voto afghano: l’Udc dice che voterà a favore ed è subito messa all’indice come traditrice. Passano i giorni. Berlusconi dice la stessa cosa e questa si nobilita. Come se l’interesse nazionale dipendesse dal leader. Ma non è così. L’Italia ha bisogno di un forte slancio infrastrutturale, di un piano energetico rivoluzionario, di una politica familiare alla tedesca e di una cura da cavallo per innovazione e internazionalizzazione delle imprese, una vera libertà di educazione. Su queste priorità come sulla sicurezza, se fossimo negli Usa, sarebbe naturale la collaborazione tra repubblicani e democratici, la descrive già nel 1831 Tocqueville. Schmidt e Kohl su questi temi collaboravano, così Chirac e Jospin. Mi spiegate perché in Italia si è sempre pronti a fare i professori di chiccherologia sul bipolarismo mite ma poi se uno come Casini entra nel merito succede un finimondo?
Luca Volontè
capogruppo Udc alla Camera
Mi unisco al Formigoni inedito rimasto nel nastro registrato della nostra intervista (qui a pagina 15). Anch’io «voglio spezzare una lancia a favore di Casini». Anch’io «sono convinto che Casini non ci tradirà». Anch’io «sono persuaso che Casini non andrà mai a sinistra». Ma non è per questo che ci siamo dati appuntamento, caro onorevole Volontè. Il problema, dice Formigoni, «non è che l’Udc non ci sta a fare il partito dei moderati. Ma che l’Udc dia l’impressione di privilegiare più la popolarità di partito che non quella di coalizione». Cosa che anch’io ritengo «possa nuocere alla forza della Cdl». D’accordo, dipende. Tutto dipende. Però non sembra un problema di alti e bassi se Casini canta l’Aida e gli altri il Rigoletto.
Pare che quest’anno vadano di moda le vacanze religiose. Leggo su Panorama che è previsto per metà settembre, durante “Torino spiritualità”, una full immersion intimista le cui star saranno Marc Augé, Enzo Bianchi, Fernando Savater, Vandana Shiva. «Tra le novità – scrive Panorama – il campus Giovani leader per la pace con incontri sulla “tolleranza che conviene”» e meditazioni «non nei monasteri ma sul fondo di una piscina, dove il pubblico verrà invitato a provare l’esperienza dell’apnea con la guida di esperti maestri». A quando lo snorkeling nell’acqua santa?
Franco Siffredi Ancona
Se fossimo in vena di stupidaggini diremmo che se Rocco fosse uno dei suoi fratelli avrebbe mancato tutti questi fantastici appuntamenti solo per un pelo. Grazie a Dio siamo costretti a essere un po’ seri. Perciò, si capisce, parlami d’amore Mariù.
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