Niente curia e due gradite sorprese per la festa più cool dell’estate

Di Pier delle Vigne
31 Agosto 2006

Tra tutte le feste romane è stata la più “cool” dell’estate. Quella più esclusiva, in uno scenario impagabile e bellissimo: i giardini all’italiana della villa pontificia di Castel Gandolfo, capolavoro di armonia, tra alberi di magnolie ed ippocastani, con papa Ratzinger come ospite d’onore per il cinquantesimo compleanno di don Georg Gänswein. Lui, il festeggiato, il segretario personale di Benedetto XVI – non a caso definito dai giornali tedeschi il personaggio più “cool” (appunto) di tutto il Vaticano perché in grado di unire fede e modernità, sport e rosario, ascesi e decisionismo – la sera di sabato 30 luglio ha raccolto attorno a sé una sessantina di ospiti sceltissimi. Una cerchia di fedelissimi il cui trait d’union è un sano vincolo di amicizia collaudato dal tempo e dall’affetto.
Per il bel don Georg sono arrivati anche supporter dalla Germania, con in testa gli anziani genitori, le due sorelle e i due fratelli, i quali alla fine della festa hanno intrattenuto tutti con una divertente sorpresa: una serie di diapositive sulla vita di monsignor Gänswein, dalla prima comunione alle gare sugli sci, alle conferenze di teologia, fino al lavoro da officiale alla Congregazione per la Dottrina della Fede all’epoca in cui era diretta dal cardinale Joseph Ratzinger. Don Georg non sapeva di questo fuori programma, ma anche lui, accantonato per un attimo il fare schivo e timido, si è fatto due risate vedendo proiettata la sua vita su uno schermo di fortuna.
Tra i commensali pochissimi i monsignori di curia ai quali è stato fatto l’onore di partecipare alla cena: solo qualche sacerdote dell’ex sant’Uffizio, il rettore della Lateranense monsignor Rino Fisichella, le due principesse Alessandra Borghese e Gloria Thurn und Taxis e una nutrita pattuglia di suorine. A cominciare dalle oblate laiche che accudiscono la persona del pontefice fino alle suore di Schönstatt. Una di queste, suor Cristina, ha composto e cantato un paio di stornelli su musiche tedesche per don Georg. Clima di grande familiarità condito dalla semplice spontaneità di chi si conosce bene e non ha bisogno di dimostrare nulla. Molto familiare anche il menù curato da un servizio di catering di Asolo (petto di tacchino con rucola, risotto ai fiori di zucca, tortelli burro e salvia, maialino al forno e per finire bavarese alle fragole e torta di compleanno accompagnata dalle note di un Buon compleanno bilingue, intonate prima in tedesco e poi in italiano). Una preghiera (in latino, ovviamente) ha dato inizio alla cena conclusasi con l’attesa benedizione papale. Ite coena est.

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