Andate a Haifa a spiegare cos’è la proporzione

Di Reibman Yasha
31 Agosto 2006

Sarà stata una scelta sproporzionata, ma a venticinque anni aveva detto ai genitori che si sarebbe sposato a quaranta. Così ha fatto a luglio, dopo dodici anni di fidanzamento. Sproporzione per sproporzione, questa estate, per il viaggio di nozze, è tornato dove è cresciuto, vicino a Haifa. Lui è arabo e musulmano ed è il solo della famiglia a vivere in Italia. Un fratello, arabo e musulmano, fa lo sbirro per le strade di una cittadina israeliana. Intanto ad agosto, sarà stata la sproporzione, piovono missili e la luna di miele si passa in rifugio. Ma la sua famiglia, araba e musulmana, che pensa della guerra? «Israele ha sbagliato: doveva entrare in Libano prima e con più forza. Avrebbero dovuto rischiare mandando nei primi giorni le truppe di terra, ma Olmert e Peretz hanno poca esperienza militare».
Giudizio sproporzionato? Pochi giorni fa, un ordigno sparato male dagli Hezbollah – gruppo che sarebbe “semplicistico” naturalmente definire terrorista («Ah sì?», domanda il fratello sbirro) – beh, questo missile stava finendo in un cimitero, ma è esploso prima di toccare terra. Così una parte del razzo è piombata sulla casa di famiglia. Per fortuna erano tutti fuori, ma ora il muro del salotto non c’è più, le finestre spazzate via, divani e televisione disintegrati, le camere non sono più agibili. I parenti non hanno cambiato idea sulla guerra e aspettano il secondo round. Sentono da lui il dibattito in Italia e, tra un missile e l’altro, gli chiedono: «Ma quale sarebbe una reazione “proporzionata”?».

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.