Palle di carta

Di Tempi
07 Settembre 2006
Se i giornali sono la Bibbia del laico, basterebbe leggerli per diventare atei

Ha fatto notare David Frum sul Foglio che quelle immagini televisive in cui si vedono esponenti di Hezbollah distribuire banconote da 100 dollari a libanesi rimasti senza abitazione sono perfetta metafora di un doppio taroccamento. E delle banconote (che sono false, Hezbollah ha una nota storia di contraffazione alle spalle) e dell’informazione (giornalisti subito accorsi a filmare la scena, del tutto sprovveduti e consenzienti con l’opera di propaganda del Partito di Dio). Non è questa la prima volta che i media occidentali fanno da cassa di risonanza alle contraffazioni di Hezbollah. Davvero, si chiede Frum, i reporter occidentali sono così ingenui?
La stampa mondiale ha dato grande risalto alla notizia che Robert Lanza sarebbe stato in grado di produrre in laboratorio staminali senza distruggere embrioni. Il tutto sulla base di una falsa notizia, ché sarebbe bastato leggere l’articolo di Lanza su Nature per appurare che nel procedimento erano andati distrutti gli embrioni utilizzati. Tuttavia, all’applaudita scoperta (strillata in prima pagina), è seguita una tacita smentita (con l’eccezione di Corriere della Sera e Tg2).
In un articolo apparso sulla Stampa è stato scritto che sette suore ventenni in servizio al carcere di Torino hanno abbandonato l’abito e sposato sette detenuti. Falso: le suore sono quattro, non sono ventenni, non si sono sposate, non sono uscite dall’ordine.
Se i giornali sono la Bibbia del laico, basterebbero queste poche note per diventare atei. Non volendo, però, rifugiarsi nel comodo cantuccio di un qualunquismo un po’ relativista, forse andrebbe parafrasato un motto di Alexis Carrel: tanta informazione e poco giudizio conducono all’errore. Tanto giudizio e poca informazione conducono alla verità.

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