Capitalista ma Bono

Di Bracalini Paolo
07 Settembre 2006

La prima prova Bono l’aveva fatta con l’Independent, uscito il 16 maggio con un’edizione speciale in copertina rossa (“No news today”) per la direzione del cantante filantropo (durata un giorno, appunto). Numero dedicato alla lotta all’Aids con intervista al presidente venezuelano Chávez, il quale a Bono racconta quanto Mugabe, il dittatore del corrottissimo Zimbabwe, sia stato «troppo demonizzato». Ma era appunto una prova generale: due mesi dopo, il leader degli U2 ha comprato per 30 milioni di dollari il 40 per cento di Forbes, editrice dell’omonimo magazine con target supermiliardari. Sempre per fare filantropia, Bono ha trasferito in Olanda il suo impero da 700 milioni di euro che detiene i diritti degli U2, gabbando il fisco irlandese. Verserà in imposte solo l’1,6 per cento del capitale guadagnato. Una bazzecola. «È tempo che qualcuno dica a Bono di star zitto e cantare» ha reagito il Sunday Times. Ma il capitalista Bono ne ha fatta un’altra. I dublinesi sono imbestialiti perché la skyline della città sarà oscurata dalla nuova U2 Tower, il grattacielo superlusso che ospiterà gli studi di registrazione della band, assicurazioni e banche. È la solita storia, cuore da una parte, portafoglio dall’altra. Ma tant’è: Bono e gli U2 saranno al World’s Biggest Peace Concert di Atlanta il 28 agosto 2007, nell’anniversario dell’«I have a dream» di Martin Luther King. Beati i sognatori.

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