Meglio l’Alleanza del Nord che governare con Diliberto

Di Scalpelli Adolfo
07 Settembre 2006

Prove kadimiste in Lombardia? Non credo. Però qualcosa sta succedendo. Roberto Formigoni sembrerebbe aver ripreso in mano l’iniziativa politica accingendosi a indirizzare la spinta di un’opinione federalista molto radicata nel nord del paese.
L’ esito del referendum costituzionale non modifica le ragioni di gruppi sociali che chiedono autonomia di governo e modernizzazione dei territori, avendo un welfare più orientato alla centralità della famiglia che ad alimentare burocrazie. È una partita decisiva. Il centrodestra per molte ragioni, anzitutto di identificazione con gran parte di questi ceti, appare meglio attrezzato a cogliere istanze che, apparentemente sopite, torneranno presto a essere centrali nell’agenda politica.
Il centrosinistra ha trascorso troppi anni a contrapporsi a un pezzo importante della società settentrionale. Ma qualcosa accade e non per merito del solito Massimo Cacciari. I dirigenti diessini e diellini lombardi (non milanesi) prima, e Filippo Penati ora, stanno camminando verso l’Alleanza del Nord. Hanno chiaro di dover pagare prezzi alla loro sinistra. Penati sa che è sui temi della modernizzazione e delle infrastrutture che si misura l’attrattività di un territorio e sa di poter giocare la carta del governo amico in questo amichevole dualismo con Formigoni, e sa che si governa meglio con Formigoni che con Oliviero Diliberto. Vedremo.

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