Amato, pensaci

Di Rodolfo Casadei
07 Settembre 2006
Cosa fare con l'Ucoii? Primo: non imitare il fallimentare multiculturalismo inglese

L’Ucoii non sarà espulsa dalla Consulta per l’islam italiano. Il ministro Giuliano Amato si è accontentato dell’unanime condanna degli altri membri del manifesto dell’associazione presieduta da Mohamed Nour Dachan in cui i bombardamenti israeliani sul Libano erano paragonati alle stragi naziste. Evidentemente la strategia del governo, come confermano ogni giorno le manovre di Romano Prodi e Massimo D’Alema, è quella di trattare coi fondamentalisti islamici con la scusa di recuperarli alla dialettica democratica. In Europa questa linea è già stata attuata in Gran Bretagna, coi risultati conosciuti. Nel Regno Unito soltanto il 7 per cento dei musulmani si sente prima britannico e poi islamico, mentre l’81 per cento si sente anzitutto islamico e poi britannico: in nessun paese europeo si registra una percentuale così alta. All’indomani dei falliti attentati contro gli aerei della United Airlines, 40 organizzazioni islamiche britanniche, fra le quali il Muslim Council of Britain (Mcb), da sempre pupillo del governo laburista, hanno indirizzato al governo una lettera. Non per mostrarsi sconvolti del fatto che nuovamente giovani musulmani britannici erano coinvolti in progetti terroristici, o per offrire collaborazione per fare pulizia dentro alla comunità. Ma per denunciare che «la politica attuale del governo rischia di mettere sempre più in pericolo i civili sia in patria che all’estero» e che solo se tale politica sarà cambiata «ci sentiremo tutti più sicuri».

Un ghost writer pericoloso
Questo è il risultato di nove anni di politiche di corteggiamento dell’islam radicale ricche di episodi significativi. L’Mcb, una specie di Ucoii in salsa pachistana, è nato nel 1997 con l’incoraggiamento dell’allora ministro degli Interni Jack Straw. Il maitre-à-penser di riferimento dell’organizzazione è Maulana Maududi, l’ideologo pachistano ispiratore di Sayyd Qutb, il protagonista della radicalizzazione dei Fratelli Musulmani egiziani. Dalla fondazione fino all’anno scorso, segretario generale del Mcb è stato Iqbal Sacranie, a suo tempo attivista nelle proteste contro i Versetti satanici di Salman Rushdie. Grazie al via libera del Foreign Office (di cui nel frattempo Jack Straw era diventato ministro), l’Mcb e le moschee a esso aderenti hanno potuto invitare nel Regno Unito personaggi come Yussuf al-Qaradawi, il noto predicatore di Al Jazira, e il parlamentare bangladese Delwar Hossein Sayeedi. Al-Qaradawi considera jihad la resistenza talebana e quella irachena, approva le condanne a morte di apostati e omosessuali ed è favorevole alle mutilazioni genitali femminili. Sayeedi, i cui comizi in Inghilterra finiscono a scazzottate, ha affermato che americani e britannici hanno quel che si meritano per aver deposto il regime talebano in Afghanistan.
Ora, grazie a documenti del Foreign Office trafugati e consegnati al giornalista dell’Observer e del New Statesman Martin Bright sappiamo che dietro la concessione del visto a questi personaggi ci sta Mockbul Ali, consigliere del Foreign Office per gli affari islamici e ghost writer di Jack Straw. All’indomani dell’11 settembre 2001 era ancora un universitario e scriveva su un giornale degli studenti musulmani: «Il paradosso del sistema americano e di tutta la storia dell’Occidente è che il mondo non-bianco è stato terrorizzato in nome della libertà. Se non siete bianchi, sarete “liberati” per mezzo di bombardamenti, massacri e caos».

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