O ti converti o ti sparo

Di Eid Camille
07 Settembre 2006

«Aslim taslam!», «Abbraccia l’islam e avrai salva la vita!». Così recita in arabo il famoso invito che, agli albori dell’islam, veniva lanciato ai nemici del profeta. Che questa pratica sia rispuntata lo dimostrano prima la vicenda della giornalista americana Jill Carroll, corrispondente del Christian Science Monitor di Boston, rapita a Baghdad per due mesi, poi quella dei due reporter della Fox News, Steve Centanni e Olaf Wiig, sequestrati a Gaza dalle “Brigate del sacro jihad”. «Dovevano fare una scelta tra islam e la guerra e loro hanno scelto l’islam. Questo è un dono che Dio concede a proprio piacimento», la spiegazione dei rapitori. In un video, i due giornalisti erano stati mostrati con indosso abiti arabi e seduti in terra con le gambe incrociate, a leggere la professione di fede in Allah e il suo profeta: «Ash-hadu an là ilàha illa Allah wa anna Muhammad rasul Allah». Quanto basta per diventare musulmani. Ovviamente, hanno fatto da testimoni alla conversione gli stessi rapitori. «Ho molto rispetto per l’islam, ma la conversione è stata qualcosa che abbiamo dovuto fare perché loro avevano le armi», ha detto Steve (che nel video aveva assunto il nome di Khaled) poco dopo la liberazione. Dove sono finiti i versetti coranici che recitano «Chi vuole creda e chi vuole non creda» o «Nessuna costrizione in materia di fede», tanto citati dai musulmani? Quando si alzerà la voce dei muftì per dichiarare nulle queste conversioni? Non credono che considerarle un sotterfugio dei sequestratori per liberare gli ostaggi senza perdere la faccia significa autorizzarli a sequestrare l’islam e fargli perdere la faccia?

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