Sveglia, le madrasse ci sfidano in casa
Si torna sui banchi di scuola. In Italia, soltanto due culture politiche, quella cattolica e quella comunista, hanno sentito come priorità la centralità educativa. Salvo poche importanti eccezioni, su questo tema la cultura liberale è stata purtroppo sostanzialmente assente. Finito il comunismo, scomparso uno dei contendenti, è diminuito il dibattito e questo ha ulteriormente contribuito ridurre, fino quasi a spegnere, la sensibilità sul tema.
Una debolezza che diventa particolarmente pericolosa in questi anni, poiché non ci aiuta certo a sentire come problema urgente la sfida lanciata dalle madrasse e dalle scuole dell’odio. Chi le organizza sa di poter contare su questa incomprensione, che, ed è ulteriormente preoccupante, sembra contagiare persino Israele. I nuovi libri di testo delle scuole dell’Autorità Nazionale Palestinese, istituti indipendenti rispetto a quelli gestiti direttamente da Hamas, contribuiranno anche quest’anno a formare una generazione di aspiranti “martiri”, cioè di potenziali terroristi. Gli studenti non troveranno nelle cartine geografiche traccia di Israele, che verrà presentato ovunque come “il nemico” da abbattere, il sionismo verrà fatto risalire al classico testo antisemita dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion e via cantando. Questi testi sono adottati anche nelle scuole nelle zone arabe di Gerusalemme, in pieno territorio israeliano. In questo, le scelte dei governi israeliani ed europei sembrano nascere più dal disinteresse che dal desiderio di promuovere libertà.
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