Casa in disordine? La diocesi ti spieg acome riordinarla

Chissà se non ci pensava. Alla domanda se si è pentito di essersi definito “cattolico adulto” Romano Prodi alla festa dell’Udeur a Telese ha risposto: «Credo che uno non si debba pentire di frasi dette avendoci pensato sopra».
Occhio alle pantofole. Su Incroci News, settimanale online della Diocesi di Milano, si affronta un tema decisivo per la salvezza dell’anima: il disordine che regna in casa («È un classico arrivare a casa la sera, appendere la giacca sull’attaccapanni, fare due passi e quasi inciampare in una delle pantofole… Che disordine!»). Per debellare questa sciagura di Dio la soluzione è la “Mess-Therapy”: «Ogni volta che in casa entra un oggetto nuovo, è necessario liberarsi di uno vecchio». Ad esempio, se vi comprate una scarpiera potete cestinare il bollettino diocesano.
Spiriti liberi. Sarà certamente vero che «oltre a uno spirito di Assisi c’è uno spirito di Sant’Egidio» come dice su Europa Aldo Maria Valli, ma quale dei due sarà soffiato durante il XX meeting interreligioso di Assisi alla tavola rotonda “La laicità: una questione per credenti e laici” con Vincenzo Paglia, Giuliano Amato, Enzo Bianchi, Arrigo Levi, Pietro Scoppola?
Scaramanzia. Secondo Bruce Hood, docente di Psicologia sperimentale alla University of Bristol, è innata nell’uomo la tendenza a credere a fenomeni paranormali e dunque ad affidarsi a gesti scaramantici. Ma secondo Hood, tale convinzione può essere estesa anche alla fede: «La religione ha semplicemente capitalizzato sulla naturale preferenza umana per l’esistenza di forze sovrannaturali». Se questa è scienza, non ci stupiremmo se un giorno un gatto nero, incrociando per strada un docente di Psicologia sperimentale, si toccasse le palle.

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