«Perchè non sono più comunista»

Di Manes Enzo
14 Settembre 2006

Un’intervista a Giuliano Ferrara è sempre motivo di interesse. Per le cose che il direttore del Foglio può dire. E anche per come riesce a dirle. Stavolta l’argomento lo tocca proprio da vicino. Nel dialogo con Oreste De Fornari in onda su RaiSat Extra, sabato 16 settembre alle ore 21, si parla infatti della sua vicenda umana e politica di quando era comunista. E non un comunista fra gli altri, ma uno dei dirigenti di maggior fiuto e fascino. Nato in una famiglia togliattiana, Ferrara ha vissuto alcune delle fasi più calde e complicate del partito in particolare e del comunismo nella variante occidentale più in generale. Drammatica la stagione degli anni di piombo. Poi l’uscita da quell’orizzonte, che non poteva certo essere indolore. Rimase a sinistra, ma in una sinistra di governo: scelse Bettino Craxi e la sua visione riformista del socialismo. E poi il giornalismo. Ma, come indica il programma fin dal titolo Sono stato comunista, è probabile che l’intervista si concentri su fatti, ricordi, aneddoti che rinviano alla sua prima appartenenza politica. Che si è svolta soprattutto a Torino.

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