Brevi

Di Degli Occhi Alessandro
14 Settembre 2006

Italia ferma al via
La partita dei rigassificatori non è ancora finita. La cosiddetta “cabina di regia” del governo ha approvato un piano che prevede 3 oppure 4 rigassificatori in tutta la penisola. Un ruolo decisivo lo rivestirà il ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio, che si è impegnato entro 90 giorni a concludere tutte le procedure delle Valutazioni di Impatto Ambientale (Via). Il problema principale lo costituiscono le comunità locali che osteggiano gli impianti in quanto fonti di inquinamento. Come ha dichiarato l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni: «Credo che sia giunta l’ora di fare una riforma del Titolo V della Costituzione che tolga la responsabilità delle infrastrutture energetiche alle amministrazioni locali perché altrimenti, con questi veti incrociati, non si va da nessuna parte». «Oppure – continua Paolo Scaroni – utilizzare l’articolo 120 della Costituzione che consente al governo centrale di avocare a sé i poteri quando una decisione locale impedisce di applicare una norma Ue. La costruzione dei rigassificatori, infatti, rientra, a pieno titolo, nel quadro delle decisioni che riguardano l’Europa».

Una “Banca del verde” per Milano
Milano è tormentata dall’inquinamento. La calura nella scorsa estate è stata insopportabile, soprattutto a causa dell’asfalto
rovente. Come trovare una soluzione? Per molti anni si è pensato
di creare una sorta di “cintura verde” intorno alla città. Ma non se ne è mai fatto niente. Ora Legacoop Lombardia e Compagnia delle Opere hanno deciso di fondare un’associazione detta Banca del Verde. Come scrive Felice Romeo, presidente dell’associazione,
l’idea è quella di creare una fascia verde intorno a Milano, incrementando le attività agrituristiche, le iniziative ricreative e riassestando la viabilità ciclistica. Questa sorta di bosco intorno alla città potrebbe proteggerla dalle polveri sottili e rinfrescarla durante
la calura estiva. L’attività della Banca sarà: recuperare risorse
sia economiche che verdi, selezionare aree e progetti, nonché offrire servizi alle amministrazioni locali.

La Falck va veloce come il vento
La Falck è nota fin dal 1906 come produttrice di acciaio. Ora però si è buttata nel campo delle energie rinnovabili. In un paese come il nostro che vede il proprio sviluppo economico pesantemente condizionato dal costo dell’energia (nel primo semestre 2006 il saldo negativo dell’energia ammonta a 25,931 mld di euro) rivolgersi al settore delle energie rinnovabili è sempre più strategico per la nostra competitività a livello internazionale. Attraverso Actelios, il gruppo Falck si è messo a produrre energia da rifiuti e biomasse con gli impianti di Trezzo sull’Adda in Lombardia, di Granarolo in Emilia e di Rende in Calabria. Non solo: con un’altra società – Falck Renewables – si è impegnata anche sul fronte dell’energia eolica. Oggi è attiva in Spagna a Cabezo San Roque, ma anche nel Regno Unito dove col campo eolico di Cefn Croes riesce a fornire elettricità a ben 42 mila famiglie.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.