Magistrale, non magisteriale

Di Vian Giovanna Maria
21 Settembre 2006

La lezione di Benedetto XVI all’università di Ratisbona è un testo straordinario, scritto dall’antico professore Joseph Ratzinger con una cura forse simile a quella con cui nel 1959 preparò la sua prolusione all’università di Bonn, all’esordio della carriera accademica. Un intervento da professore allora? No, bisogna chiarire questo equivoco (non disinteressato in commenti che lasciano sgomenti per la loro parzialità): non è stato il professore a parlare, ma il vescovo di Roma. Che è sì un intellettuale raffinato, ma ben consapevole della responsabilità papale nel mondo di oggi, dove la parola del romano Pontefice è rimasta, tra i capi religiosi, l’unica voce davvero autorevole. Non è dunque lecito presentare questo testo come la lezione di un nostalgico professore: no, a parlare è stato proprio il Papa, ad antichi colleghi ma rivolto a tutto il mondo. E questa lezione, pur di altissimo livello intellettuale, merita di essere letta tutta, con quella attenzione che si riserva ai testi importanti: è una riflessione infatti che va alle radici della ricerca della verità. E dunque del confronto tra le culture. Che non è un lusso da intellettuali, ma un’urgenza per tutti, in un mondo che soffoca il bisogno della verità ed è in balia di parole d’ordine gridate e irrazionali, legna secca gettata sul fuoco dei fondamentalismi e degli integrismi. Benedetto XVI sottolinea la necessità del rapporto tra fede e ragione, che gli appare affascinante e irrinunciabile perché caratteristico della fede ebraica a confronto con il pensiero greco (ed è la grande lezione del giudaismo ellenistico) e integrante della stessa fede cristiana: se Dio è vicino all’uomo, lo è tanto al suo cuore quanto alla sua ragione. Riconoscerlo è fondamentale sia per le società occidentali intorpidite nell’opulenza sia per il confronto tra culture e religioni. Al di là di reazioni irrazionali e interessate, questa lezione impone a tutti – credenti e non credenti, cristiani e musulmani – di andare avanti insieme.

*professore ordinario di Filologia patristica, Università di Roma La Sapienza

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