Tv di qualità, un paio di idee per il nuovo direttore del Tg1
È l’audience bellezza. Nelle ore del suo insediamento alla direzione del Tg1, Gianni Riotta è avvertito. Lucianone Moggi, constatato il successo delle trasmissioni alle quali ha partecipato, sentenzia: «Sono un eroe popolare». Su un’altra rete, intanto, si celebrava il quinto anniversario dell’11 settembre dando voce alle tesi più bislacche, a cominciare da «gli americani hanno fatto tutto da soli» (alla peggio aiutati dal Mossad). Il conduttore ha così replicato alle polemiche seguite alla trasmissione: «Gli ascolti mi danno ragione».
È la tv di qualità, insomma. Ecco allora un paio di suggerimenti per Riotta. Per prima cosa, andrei su un classico. I documentari su Auschwitz hanno chiaramente stufato, preparare dunque uno “Speciale Shoah, era tutto falso?”. In collegamento, dalle patrie galere austriache, lo “storico” negazionista David Irving e, dal suo palazzo, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Per le immagini tra la folla, mandare inviato a un raduno naziskin (a petto nudo e tatuato attirerebbe di più). Preparare le schermate su “I numeri inventati? Tesi a confronto” (i punti di domanda non sono a caso, ma servono il giorno dopo per poter replicare alle solite polemiche dei benpensanti). Per la puntata successiva farei tesoro di una certezza nel mondo della pubblicità, le immagini – quelle che attirano di più – hanno spesso come protagonisti i bambini o il sesso. Ecco allora “Pedofilia: sofferenza e abuso o espressione di amore?”. Collegamenti con Thailandia e India sulla prostituzione infantile (cercare ospite adatto che dica: «Non sono sfruttati, ma ragazzi che guadagnano»).
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!