Tempi di magra
Nella nostra società del benessere sono lontani anni luce i parametri di bellezza femminile che valorizzano “la donna in carne”, come simbolo di prosperità. Basta infatti entrate in uno dei tanti negozi di abbigliamento delle nostre città per rendersi conto di quanto i vestiti sembrino le nuove cinture di castità, le cui chiavi vengono custodite dai centri fitness. È dunque la donna che deve adattarsi all’abito che indossa, oppure è l’abito che deve adattarsi al corpo della donna? Quante volte abbiamo commiserato le donne afghane o iraniane, intrappolate sotto pesanti burka? Eppure, per una donna occidentale non poter indossare taglie “innaturali” spesso rappresenta motivo di emarginazione. Meglio allora rassegnarsi a un abito su misura, piuttosto che omologarsi a vivere come dei polli in batteria denutriti.
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