Brevi
Gli accademici di Torino: «Colpa di Israele la Terza guerra mondiale»
italia «La politica israeliana si fonda da decenni sulla pulizia etnica e sull’apartheid di fatto nei confronti dei palestinesi, del resto per decenni dimenticati dagli stessi cosiddetti “regimi arabi moderati”. La costruzione di un muro invalicabile nell’esiguo territorio concesso ai palestinesi, la deliberata destrutturazione della già misera economia dei Territori, le azioni “mirate” volte a uccidere (o a catturare, contro ogni legge) i loro leader politici, anche quelli democraticamente eletti e legittimamente in carica, e la totale noncuranza della possibilità di sopravvivenza di un intero popolo, fanno di quella che ci viene instancabilmente presentata come “la sola democrazia del Medio Oriente” una potenza imperialista, che è pronta a rischiare, in nome della sua “sicurezza nazionale”, lo scatenamento di un terzo conflitto mondiale». Così scrivono in un loro appello 19 docenti del corso di laurea in Scienze politiche dell’università statale di Torino, fra i quali Gianni Vattimo, Marco Aime e Domenico Losurdo.
«Restano solo 15 giorni per salvare il Darfur», dice Human Rights Watch
usa Human Rights Watch, organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani, ha lanciato una campagna per la salvezza della popolazione del Darfur. Il testo base dell’apppello è un editoriale apparso sul New York Times dell’11 settembre sotto il titolo “Tre settimane per salvare il Darfur”. In esso si legge che «alla fine di questo mese le forze dell’Unione Africana, unici peacekeeper presenti, torneranno a casa. Ciò lascerà campo libero al presidente Bashir e al suo esercito per riprendere le uccisioni, che hanno dato ogni indicazione di voler compiere». L’appello invita a scrivere ai paesi membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu e ai parlamentari nazionali perché votino finanziamenti-ponte per trattenere le truppe africane in attesa dei caschi blu. E reca un nuovo titolo: “Quindici giorni per salvare il Darfur”.
Per la Banca mondiale c’è sempre più Asia nel continente nero
usa È l’Africa la nuova frontiera economica di Cina ed India: lo annuncia un inedito studio della Banca mondiale intitolato Africa’s Silk Road. Secondo i dati contenuti nel rapporto, oggi l’Asia riceve il triplo delle esportazioni africane rispetto al 1990, ovvero il 27 per cento del totale continentale, un valore quasi uguale a quanto l’Africa esporta rispettivamente verso l’Europa e verso l’America, suoi tradizionali partner commerciali. Le esportazioni asiatiche verso l’Africa stanno crescendo del 18 per cento all’anno, l’incremento più alto fra tutti i continenti verso cui le merci asiatiche si stanno dirigendo.
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