Perchè ‘la craociata’ sullla materia (embrionale) non contraddice quella sul pensiero (nichilista)

Di Tempi
21 Settembre 2006

Perché la Chiesa sta conducendo quella che molti commentatori politicamente corretti definiscono “crociata sulla vita e sulla famiglia”? Perché Papa e vescovi difendono così tenacemente e insistentemente l’embrione e la famiglia fondata sul matrimonio? Non dovrebbero occuparsi, piuttosto, di difendere e promuovere in primis la fede, in un tempo che lo stesso Ratzinger, all’apertura del conclave che lo elesse Papa, ha definito come dominato dalla “dittatura del relativismo”? In realtà è proprio da qui, dal relativismo, che bisogna partire per comprendere perché la Chiesa scende – per così dire – anche al livello della biologia.
È chiaro, infatti, che se non c’è verità, se la stessa natura umana rimane in balìa dell’opinione e niente di certo si può dire su di essa, allora anche la dimensione biologica diventa manipolabile a piacimento e funzionale, come ha detto il Papa, alle “voglie dell’io”. La conseguenza di tale processo è che si finisce per annichilire anche la dimensione spirituale dell’uomo. Con conseguenze drammatiche. Innanzitutto la perdita della libertà: l’uomo modificato biologicamente attraverso gli strumenti della tecnica e dell’ingegneria genetica, infatti, diventa l’uomo in balìa del potere del più forte, sempre sotto lo scacco impercettibile ma stringente del pensiero dominante e delle élite che tale pensiero suggeriscono, propagandano, diffondono. Non solo: assieme alla libertà verrebbe svuotata di significato anche la ricerca del senso della vita.
C’è dunque un filo rosso che lega il pensiero debole e la manipolazione radicale della vita. Lo spiega bene Pedro Morandé, decano della Facoltà di Scienze Sociali dell’Università di Santiago del Cile: «Come aveva già affermato Nietzsche, il paradosso della volontà di potere, che respinge qualsiasi giustificazione razionale considerandola un’espressione di debolezza e aspira quindi a essere volontà pura, autonoma, senza sottomissioni di alcun tipo, consiste nel fatto di dover accettare che questa volontà si esprima come “volontà del nulla”, ossia come capacità di autodistruzione o come manifestazione di indifferenza. Ciò presuppone che ci si ponga al di sopra del bene e del male, dato che queste due categorie richiedono una giustificazione razionale. La novità offerta dal sistema operativo proposto dalla tecnologia consiste proprio in questa capacità di collocarsi molto al di là del bene e del male, ma non come un atto di ribellione razionale, di denuncia o di smascheramento dei paradossi e delle incoerenze della ragione o della volontà, bensì come trasformazione della giustificazione razionale in una scelta tra alternative indifferenti».
Ecco perché la Chiesa scende sul piano della biologia: perché difendere la dimensione biologica della vita nei suoi aspetti essenziali significa oggi difendere anche la possibilità stessa della ricerca del significato dell’esistenza. Come ci ha ricordato il Papa a Ratisbona, fede, umanità e ragione sono indissolubili. Ecco perché la Chiesa è impegnata a difendere l’integrità e l’integralità anche biologica della natura umana.

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