La rosa dei Tempi
September 12th
Nel terzo anniversario dell’11/9, la famiglia Riga si trova a commemorare la perdita di Lori, vittima dell’inferno delle Torri Gemelle. Ma durante il memoriale un enigmatico avvocato chiede di poter parlare con la madre della ragazza. Dice di aver conosciuto Lori e di aver qualcosa da raccontare di quel giorno. Per il fratello Frank e Rich, allora fidanzato di Lori, è il momento di uscire dalla trappola di rancore in cui si erano rintanati. Premiato in diversi festival cinematografici, il dvd di September 12th è oggi acquistabile attraverso il sito itacalibri.it (euro 19,90).
Memorabile «Dov’eri quando accadde?». Da 5 anni i newyorkesi pongono e si sentono porre tale domanda, perché si può sopportare il peggior attentato della storia americana, ma non il suo ricordo. New York è tappezzata di biglietti, fiori, foto di un’umanità scomparsa, davanti a cui si può solo scegliere se rassegnarsi o vederci qualcosa. È in questa fatica che il regista John Touhey ha deciso di aiutare lo spettatore. E di irrompere come un avvocato guastafeste nella vita dell’umanità ferita, preferendola al racconto in morte di un’umanità scomparsa.
Wind, una telefonata allunga la vita?
Chi gestisce le telefonate e le comunicazioni dell’esercito italiano dispiegato in Libano? Ovvero, chi permette alle forze armate di scambiarsi ordini e direttive? Ma Wind, ovviamente. E, fin qui, nulla di male. Peccato che questo gestore di telefonia fissa e mobile che invade le nostre televisioni con rassicuranti spot, sia stato comprato dal signor Naguib Sawaris, egiziano e proprietario della Orascom. Un vero e proprio magnate della comunicazione che ora punta al bersaglio grosso del mercato mediorientale: l’Arabia Saudita.
Ammutinabile. Ora, pur volendo essere garantisti e aperti verso gli altri, il fatto che le comunicazioni del nostro esercito in missione di peace-enforcement siano gestite dal miliardario di un paese islamico all’interno del quale le pulsioni fondamentaliste non sono esattamente aliene non pare un dato rassicurante. Certamente tutti i tecnici al lavoro saranno ligi ai dettami della privacy ma visto come sono andate le cose in Telecom (vedi Calciopoli, Vallettopoli, Abu Omar e via intercettando), il rischio di un epilogo dai contorni meno farseschi di quelli dei casi già citati non sembra valere la candela.
Atlantide, il trimestrale della Sussidiarietà
In uscita a settembre l’ultimo numero di Atlantide, il trimestrale di approfondimento culturale della Fondazione per la Sussidiarietà della Compagnia delle Opere, diretto da Giorgio Vittadini. La rivista si propone di partecipare attivamente ai dibattiti culturali in corso, avvalendosi di un comitato scientifico di cui fanno parte importanti opinionisti e accademici. Atlantide nasce dal «bisogno di un luogo comune di dialogo e confronto che sia fucina di idee nuove e positive per il singolo e la società».
Avanguardista Nel numero di questo mese intitolato “Liberalizzazioni e libertà. Se bastasse abolire…” viene pubblicato l’intervento La globalizzazione ci renderà tutti uguali?, in cui parla Suzanne Berger, professore di Scienze Politiche al Massachusetts Institute of Technology di Boston e autrice del libro How We Compete. Anche in un’economia globalizzata esistono diversi modelli possibili per il successo sul mercato, in considerazione delle diverse tradizioni nazionali. Fondamentale, però, che i governi investano in ricerca, sviluppo ed educazione.
Il mercante di pietre
Alceo (J. Mollà) è un giornalista che, dopo aver perso le gambe nell’attentato contro l’ambasciata Usa a Nairobi nel 1998, ha consacrato la propria vita alla denuncia del terrorismo islamico. Dopo un viaggio in Cappadocia scopre una tresca tra la moglie e un ambiguo mercante di pietre, convertito all’islam (H. Keitel). Secondo il giornalista il mercante di pietre preziose altri non è se non un terrorista islamico. Un film di Renzo Martinelli, con Harvey Keitel, Jane March, Jordi Mollà, F. Murray Abraham.
Veristico Certo non è United 93 e nemmeno World Trade Center di Stone e molte scelte registiche di Martinelli proprio non si capiscono, dal montaggio agli effetti posticci. Ma bisogna dare atto al regista di Porzus di aver girato un film espressamente sul terrorismo islamico in Italia, di cui viene denunciato il pericolo in maniera netta e dichiarata. Tante le verità del film, seppur affermate attraverso uno stile da soap opera: che i martiri islamici, per esempio, non sono frutto della povertà ma provengono dalla borghesia benestante.
Penne da cinema
È noto che i giornalisti che si occupano di cinema siano molto invidiati dai loro colleghi. Passano le giornate davanti al grande schermo in sala, godono di forniture illimitate di dvd grazie a docili e calibrate recensioni, frequentano tanto la gente che piace a chi ama la pace. Un mondo fantastico, tutto rimborsato tramite oculate note spese. Il giornalista di cinema è solitamente un tipo colto, raffinato, tendenzialmente e stilisticamente gay, sofisticato sentimentalmente tanto quanto i personaggi delle commedie di Muccino.
Sfrontato Poi c’è lui. L’extraparlamentare della celluloide, l’Attila della critica movie, il san Giovanni battezzatore dei film blasfemi. Alla conferenza stampa del festival di Venezia s’è messo a contestare la presidente di giuria, Catherine Deneuve, per avere assegnato il Leone d’argento rivelazione a Emanuele Crialese, «un riconoscimento assurdo». Nel suo stentato francese gliele ha urlate alla Deneuve, oh se gliele ha urlate. E a quella, che fuori dalle bizze gli ha chiesto chi mai fosse, il nostro ha risposto: «Je suis le criticò cinematrograficò di Tempì, Simon Le Fortuné».
Giorgio Israel, “Liberarsi dei demoni”
Nazismo e comunismo, le ideologie che hanno segnato tragicamente il secolo scorso, sono state alimentate da due fenomeni subdoli e pericolosi, quali il mito della palingenesi sociale e quello della gestione scientifica dei processi sociali. Prende le mosse da questo assunto il saggio “Liberarsi dei demoni. Odio di sé, scientismo e relativismo” edito da Marietti (pagg. 332, euro 20), firmato da Giorgio Israel, stimato professore presso il dipartimento di Matematica della Sapienza di Roma.
Azzeccato All’epoca della poderosa presentazione al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini (giusto un mese fa), i tempi erano già propizi per questo saggio. Oggi, dopo il bailamme seguito al discorso di papa Ratzinger a Ratisbona, appare ancora più azzeccato tenersi sul comodino un libro che analizza, in maniera leggera e acuta, quell’«odio di sé» che ha corrotto la civiltà europea, generando uomini che, per dirla con François Furet, odiano l’aria che respirano senza averne mai conosciuta un’altra.
Divorzi da Guinness
Lei è la birra scura per eccellenza, il simbolo internazionalmente riconosciuto dell’Irlanda nel mondo. Loro sono gli irlandesi, un tempo fedeli guardiani della tradizione feniana e celtica e ora sempre più globalizzati in un mondo dalle identità incerte. Una coppia indivisibile che invece, dalla scorsa settimana, è ufficialmente in crisi. Negli ultimi otto anni, infatti, il numero di pinte di Guinness bevute in Irlanda è sceso di un quarto mentre le vendite nel resto del mondo guadagnano quote di mercato.
Necrologizzabile La Guinness paga il prezzo della recessione e del cambio generazionale. Ultimamente, complice la legge che vieta il fumo nei locali, molti pub hanno chiuso mentre giovani sembrano sempre più orientati verso le lager americane, le bevande energizzanti e il vino bianco: la “black stuff”, insomma, è cosa da “vecchi” e “lavoratori”. Sir Arthur Guinness, che fondò il marchio nel 1759, si rivolta nella tomba: per una volta, maledetta globalizzazione.
La Cina di Fondazione Liberal
Siena, 22 e 23 settembre, terza edizione delle giornate di Fondazione Liberal. Tema: “Cina e libertà. Una potenza mondiale contro i diritti dell’uomo: ma cosa fa l’Occidente?’. Alle 10 di venerdì relazioni di R. Foa, B. Cervellera e R. De Mattei. Alle 16 prolusioni di F. Adornato e R. Fisichella e consegna del premio Liberal Siena al cardinale di Hong Kong Zen Ze-kiun. Sabato, ore 10, una lezione di A. Glucksmann e consegna del premio Bellaveglia a Wei Jingsheng, presidente della Coalizione transoceanica per la democrazia cinese.
Liberale Il cardinale Zen Ze-kiun, vescovo della diocesi di Hong Kong, è il più prestigioso esponente della Chiesa cattolica fedele a Roma e il più prestigioso difensore della libertà politica e religiosa in Cina. Wei Jingsheng, una lunga storia nel campo dei diritti umani e della democrazia, è il Sacharov cinese e ha subìto 15 anni di carcere per le sue idee. La copertura che i media daranno alla venuta in Italia di queste due personalità ci dirà quanta libertà di stampa è rimasta nel nostro paese (fra un contratto e l’altro col governo di Pechino).
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