Quel cowboy senza malinconia
Il John Wayne di Sentieri selvaggi (sabato 23 settembre, ore 21.30) non è un uomo facile. Ha volto e sguardi che ipnotizzano anche la macchina da presa. Terribilmente ferito negli affetti, non conosce però la malinconia e la rassegnazione tipiche dei reduci della Guerra di secessione, specie se perduta. Reagisce. Deve trovare le figlie di suo fratello rapite durante un massacro di coloni ben orchestrato da Skar e i suoi comancheros. La rabbia monta quando s’imbatte nel corpo senza vita di una delle due sorelle. Non è semplice scovare la preda. Ci vorranno interminabili anni, cadenzati da stanchezza, ripresa, cambi di stagione. La resa mai. Poi, siccome la storia non è banale, e l’ottimismo della volontà non alberga in questa splendida e austera pellicola di John Ford, il finale dice che tutte le cose non vanno al loro posto come tu le hai pensate. Western non classico della coppia d’assi Ford-Wayne, Sentieri selvaggi uscì al cinema nel 1956. Wayne regala un personaggio memorabile, sorprendentemente ricco di sfumature e di mezzi toni. Un eroe del quotidiano così poco eroe. Ma oltremodo imprevedibile. E capace di lasciare senza parole.
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