Cresce il disagio abitativo
Il mercato immobiliare italiano è da 8 anni in fase espansiva. Proprio in questo ultimo periodo si è realizzata la compravendita di circa 7 milioni di case. Mettere i soldi nel mattone comporta meno rischi di altri investimenti. Ma ci sono categorie che non possono permettersi di acquistare appartamenti. Il Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per edilizia e territorio) ha elaborato i dati Istat e Banca d’Italia sulle famiglie in affitto. In base ai dati ricavati a fine 2005 su 1,3 milioni di famiglie in affitto veniva evidenziato un disagio di carattere economico per l’aumento dei canoni. Le difficoltà – secondo le previsioni – cresceranno nel 2007 con i rinnovi dei contratti. Circa 1,8 milioni di famiglie (oltre il 50 per cento di quelle in affitto sul mercato privato) dovranno sobbarcarsi nuovi aumenti. Nel 2005 le famiglie con reddito netto di 1.257 euro al mese pagavano un affitto medio al mese di circa 360 euro e quindi meno del 30 per cento del loro reddito. Nel periodo 2005/2007 – col rinnovo di 750.000 contratti privati – si prevede che tale incidenza sul reddito netto mensile passi al 32,2 per cento. La situazione sembra difficile per le famiglie che entreranno nel mercato degli affitti privati nel prossimo biennio: la media di incidenza del canone di affitto sarà pari al 32,5 per cento del loro reddito mensile netto.
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