I fondi italiani in ritirata

Di Degli Occhi Alessandro
21 Settembre 2006

A luglio 2006 il mercato azionario e obbligazionario era in fibrillazione perché i fondi comuni di investimento erano sempre più deludenti per i risparmiatori italiani. Gli analisti finanziari consigliavano ad agosto di mantenersi “liquidi” e spingevano a investire in titoli di Stato, conti correnti ad alta remunerazione e in qualche fondo monetario. I motivi? La situazione tesa a livello internazionale (Iran e Libano in primis), il prezzo del petrolio in continua ascesa, i dubbi sulla tenuta dell’economia Usa. Proprio nel mese di agosto però si è avuta la svolta. In base ai dati mensili di Assogestioni, dopo circa 3 mesi e mezzo di crisi, la raccolta dei fondi ha avuto un’impennata positiva: 481,9 milioni di euro di raccolta netta nel solo mese di agosto. I fondi azionari hanno raggiunto la vetta di quasi 175 milioni di euro. Meno bene i fondi obbligazionari e bilanciati che rispettivamente perdono oltre 2 miliardi di euro e oltre 139 milioni di euro. Positiva invece la situazione dei fondi liquidità oltre 1 miliardo e 192 milioni di euro, dei fondi flessibili (oltre 720 milioni di euro) e dei cosiddetti hedge fund (oltre 573 milioni di euro). Il problema vero sono i fondi italiani che anche in agosto scontano una raccolta netta inferiore a quella dei fondi esteri: rispettivamente 134,6 milioni di euro contro i 444 milioni di euro dei fondi esteri. Questa tendenza è stata anche confermata dall’indagine di Mediobanca su “Fondi e Sicav italiani” che testimonia come il patrimonio a fine 2005 sfiorava i 377 miliardi di euro contro gli oltre 443 miliardi di euro del 1999. Verremo invasi dai fondi stranieri?

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