Ma l’Onu balla coi lupi

Di Bottarelli Mauro
28 Settembre 2006

La Società delle Nazioni fu fondata il 25 gennaio 1919 in base al Trattato di Versailles, con l’intenzione di portare a una riduzione degli armamenti, dirimere le dispute tra gli Stati e mantenere le condizioni di vita dei popoli. Ci riuscì così bene che il 18 aprile 1946 fu spazzata via da un conflitto mondiale scoppiato per via delle gesta di un certo Adolf Hitler, un ometto di origine austriaca che la Società delle Nazioni insistette fino all’ultimo a considerare un pittoresco demagogo. La missione pacificatrice fu trasferita alle Nazioni Unite. Perché questo prologo? Per mostrare che, dopo la seduta del 20 settembre al palazzo di vetro, gli onu-scettici più scaramantici fanno bene a toccare ferro. Si è vista l’assise internazionale spellarsi le mani davanti ai deliri di Hugo Chávez, caudillo venezuelano, la cui argomentazione più profonda è stata definire Bush «il diavolo». «Sento ancora odore di zolfo nella sala», ha detto l’ex parà alludendo all’intervento del presidente Usa del giorno precedente: Bush è «un bugiardo, un tiranno». Così ha detto l’uomo, certo che «il dominio americano cadrà, insciallah». Poi si è visto Evo Morales, presidente boliviano, presentarsi sul palco con una foglia di coca in mano per dimostrare che «il progetto antidroga degli Usa è solo un metodo per colonizzare l’America latina» e che criminalizzare l’uso terapeutico della coca è inaccettabile visto che ne viene tollerato l’utilizzo per la Coca Cola. Di nuovo uditorio in visibilio. Ma non basta. Nella stessa seduta hanno potuto godere del battimani dell’Onu anche il presidente sudanese, la cui coscienza è gravata da qualche milione di vittime fra morti e sfollati (in Darfur), e quello iraniano Ahmadinejad, giudicato al pari di Hitler un pittoresco demagogo. E che quindi resterà libero di invocare la distruzione Israele. Con tanto di applausi Onu.

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