Ridevate di De Santis, ma non rideterete ultimi

Quello del garantista (in servizio permanente effettivo) nel nostro paese è un mestiere assai duro. Se lo fai seriamente resti solo, se poi continui quando c’è di mezzo il calcio resti solissimo, perché molti dei compagni di viaggio, con il tifo di mezzo, hanno mollato lo schieramento e si sono messi a girare con nodo scorsoio e sapone. Però ci sono momenti come questo, in cui voi, tupamaros del “io sono pulito”, siete in rotta. Perché non c’è solo Stefano Ricucci, non c’è solo Luciano Moggi, non c’è solo l’arbitro Massimo De Santis, eh no, chissà in quanti siamo finiti nelle griglie telefoniche degli intercettatori, chissà, magari, nelle segrete di Telecom c’è un dossier a vostro nome, pitecantropi, un bel faldone tribunalizio con tutti gli sms che avete inviato a quella del primo banco, la più carina, la più cretina, cretino tu che se ti becca tua moglie. Avete fatto i fenomeni nei confronti di Moggi, avete ridacchiato dell’aspirante re Vittorio Emanuele, avete goduto della retrocessione della Juventus in serie B, ma con l’intercettazione selvaggia siete spiazzati, tesi, preoccupati.
È in momenti come questi che il garantista (in servizio permanente effettivo) si gode il suo trionfo. Non perché non figuri nei dossier, ma perché è in compagnia di tutti voi che avete cantato, come cicale, tutta l’estate. E ora vi si stringe il culo.

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