Quando i masi aprono gli scrigni

Di Sacripanti Andrea
12 Ottobre 2006

Aandar per masi in Alto Adige è uno sguardo sul bello che allarga il cuore. Quella terra meravigliosa, così contornata di montagne che sanno esprimere personalità senza aggiungere inutile timore, è ricca di queste stazioni in alta quota. E perciò si tratta di tradizione secolare quella di camminare, meglio di salire (in Alto Adige vi è una tale proposta che l’amante del passeggio fuori dalle “vasche” di città, trova tranquillamente il percorso più consono. Come pure, questa generosa terra di confine offre l’approdo al maso anche a persone e/o famiglie che non hanno l’abitudine di sollecitare con puntualità i propri muscoli). Da sempre i contadini aprivano le loro cantine e poi anche la loro “stube” per far assaggiare i prodotti del maso. In modo particolare lo speck contadino. Che lassù viene servito in una spessa fetta rigorosamente adagiato su una tavoletta di legno e tagliato a listarelle. Chi se ne intende dice che solo servito così lo speck dà il meglio di sè. Questo indubbiamente ci riporta nell’atmosfera delle baite di montagne, anche quando le vacanze purtroppo sono terminate da un pezzo. Ma per saperne di più su masi e dintorni, il week-end in Alto Adige merita una sosta ai musei etnografici o, altrimenti detti, musei di vallata. Sono dei veri e propri scrigni
delle tradizioni e della storia locale. Lì si trova risposta alle domande: come si viveva in un maso cent’anni fa? Come si tagliava la legna? E perché si faceva il pane solo due volte
l’anno? A Teodone, presso Brunico, il museo etnografico ripercorre, attraverso antichi
masi ricostruiti in loco, la storia dell’agricoltura e della tradizione montanara. Però, molti altri piccoli musei sono sparsi sul territorio. Per ulteriori informazioni consultare: www.provincia.bz.it/guida-musei.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.