«L’Islam trionferà»
Solo col capo coperto da un candido hijab e dopo un’approfondita spiegazione sulla necessità che le musulmane indossino il velo, Ali Abu Shwaima permette a una giornalista donna di accedere al centro islamico di Segrate.
Nel 1988 avete ottenuto l’autorizzazione per la moschea di Segrate. In Lombardia i centri islamici proliferano, ma la grande moschea che da sempre chiedete non ve la lasciano costruire. Perché?
Lo chieda a chi decide il piano regolatore di Milano, l’unica metropoli al mondo che non ha una sua moschea. Le autorità in questo modo danneggiano la città dal punto di vista economico e commerciale: non essendoci nemmeno una moschea come si deve dove andare a pregare.
E Qaradawi? In Europa non è ben visto.
Non è affatto vero. Qaradawi ha incontrato uomini politici e intellettuali in tutta Europa. È considerato uno dei leader musulmani piu moderati del mondo islamico, in quanto ha sempre condannato il terrorismo e ha sempre predicato la pace e il dialogo tra i musulmani e i cristiani.
Come ha vissuto le tensioni seguite al discorso di Benedetto XVI a Ratisbona? Lo ha letto? Cosa ne pensa?
L’ho letto: il Papa ha sbagliato. Lui dice che non è stato capito. Se è così, allora deve dimostrarlo, cancellando dal testo quella frase sul nostro profeta. Se invece il Papa rimarrà sulla sua posizione, la vicenda comunque non influirà sul dialogo tra i musulmani e i cristiani: i papi vanno e vengono, islam e cristianesimo rimangono.
La scuola islamica di via Ventura a Milano è intitolata a Naghib Mafouz. Non è un autore un po’ troppo laico per dare il nome a una scuola islamica?
Una persona che mette nel suo testamento la richiesta di avere un funerale secondo il rito islamico, di portare il suo feretro in moschea e di essere seppellito nel cimitero islamico, mi dà l’idea di uno che non si considerava al di fuori del’islam.
I cristiani tollerano che alcuni di loro si convertano all’islam, ma l’islam non ammette che un musulmano si converta al cristianesimo. Perché?
L’islam non permette a una persona di ingannare i musulmani e lo Stato islamico. Se uno dice di essere musulmano e poi decide di non esserlo più per scelta personale, l’islam non lo tocca. Ma abbandonare l’islam in uno Stato islamico equivale ad alto tradimento. È come se uno viene in Italia, dice di essere italiano, giura sulla Costituzione e poi fa il terrorista: l’Italia ha il dovere di perseguitarlo. Detto questo, io credo che oggi non esistano veri Stati islamici.
Si spieghi meglio.
È difficile che un musulmano cambi religione, perché quando Dio gli apre gli occhi sulla verità, sulla semplicità e sulla chiarezza dell’islam, poi è difficile lasciarlo: non si può negare l’evidenza. Ma la cosa peggiore sono gli ipocriti. Se un musulmano non è più musulmano e non lo dichiara apertamente, è un’ipocrita ed è peggio di un miscredente. Perché Dio nel Corano dice che andrà all’inferno. L’islam non vuole gli ipocriti: meglio perderli che trovarli.
Come vede l’islam tra dieci anni?
L’islam tra dieci anni sarà nel cuore degli italiani, se i veri musulmani faranno il loro dovere di mostrare il vero volto dell’islam: quello della pace e del dialogo. Non quello ingannevole descritto da certi giornalisti. L’islam sarà così chiaro che saranno le persone a volersi convertire: è solo una questione di tempo. Dio ha promesso che in ogni casa entrerà l’islam con i suoi princìpi e fondamenti, e la minoranza non può nulla contro la forza di Dio. L’islam è il bene, per questo dominerà il mondo.
michelle.nouri@infinito.it
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