E per andare in America il riso si fa Bello

Di Manes Enzo
19 Ottobre 2006

Negli Stati Uniti non conoscono Riso Gallo. Come è possibile che
la famiglia Preve non abbia ancora in cima ai suoi pensieri il mercato americano? Infatti è impossibile. Perché oltreoceano il suo prodotto viene commercializzato con la scritta, altrettanto efficace, di Riso Bello.
Questa trovata si è resa necessaria a causa dell’omonimia con l’azienda vinicola della famiglia Gallo. Allora ecco la “pensata” che il bisillabo foneticamente più prossimo a gallo fosse bello. La scelta si è rivelata particolarmente azzeccata. Oggi gli americani hanno preso confidenza con il Riso Bello. Senza che il Gallo si sia dimostrato particolarmente geloso. Riso Gallo oggi vende oltre 50 milioni di confezioni in oltre 50 paesi. Quello del riso è un mercato imponente. Nel mondo quasi 3 miliardi di persone lo mangiano come alimento base. Il primo produttore a livello mondiale è naturalmente la Cina che ne coltiva 175 milioni di tonnellate l’anno, su 500 milioni di produzione mondiale. E in Cina Riso Gallo è presente dal 1997. L’azienda di Robbio Lomellina si è levata la soddisfazione di sedurre i cinesi con la propria linea di risotti pronti. Per venire alle
nostre parti, l’Europa ne produce 2 milioni di tonnellate l’anno e l’Italia, con 1,2 milioni di tonnellate l’anno, risulta essere il primo produttore continentale. Gli italiani poi consumano “solo” 5,5 chili di riso l’anno.

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