Niente riforme, si fa solo legalità
Il commento più abrasivo l’ha fatto il presidente di Diesse Fabrizio Foschi, che sulla newsletter dell’associazione di questa settimana s’inventa un sarcastico neologismo per mettere alla berlina la cittadinanza “ottriata” marca Fioroni: “ottriata”, cioè benignamente elargita dal sovrano ai sudditi, come la Charte octroyée graziosamente concessa nel 1814 ai francesi da Luigi XVIII, che tante concessioni verbali faceva alle istanze democratiche mentre teneva ben saldo il trono sotto le terga regali. Altrettanto pomposa e inutile cala infatti sulle scuole della Repubblica la “Linea di indirizzo sulla cittadinanza democratica e la legalità”, manifesto programmatico del nuovo ministero che “non fa riforme”. Ma prediche. Orwelliane. Perché, «considerato il diffuso malessere dei giovani, nella scuola e nella società, che si esprime in molteplici forme e dimensioni: l’abbandono precoce della scuola, lo scarso rendimento scolastico, le difficoltà di apprendimento, la fuga dalle regole del vivere civile e sociale, originando fenomeni di bullismo, di microdelinquenza, di conflittualità più o meno latenti», che fa? Favorisce la formazione professionale che combatte quel malessere? No, la ostacola. E se nella scuola «ciascuno deve trovare calore umano e cordialità, deve avere la possibilità di essere ascoltato e avere risposte adeguate ai propri bisogni», che fa, valorizza i centri dove ciò accade? No, li chiude. E li sostituisce con “la Giornata Nazionale della Cittadinanza e della Legalità” (maiuscole sue), con “iniziative di monitoraggio ex ante, in itinere, ex post” con “intese di collaborazione”. Ottriato fino in fondo.
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