Cerutti Gino
Non bisogna prenderlo troppo sul serio. Nemmeno quando vota Antonio e lascia la direzione spirituale a un fighetta triestino che vorrebbe insegnare ai cattolici chi è cattolico e a Rodolfo Quadrelli chi è Rodolfo Quadrelli. In verità in verità ti dico – disse sui Venerati Maestri il vangelo secondo Edmondo Berselli – lui è un signore che ci crede poco e ci gioca molto. «Socchiude gli occhi e immagina strategie, trame politiche, macchinazioni culturali, interviste speciose che mettono i cattolici contro altri cattolici, i riformisti contro altri riformisti, i socialisti contro i socialisti, i revisionisti di destra contro i revisionisti di sinistra, i fascisti neri contro i fascisti rossi». Apre gli occhi e butta nel cestino i rapporti Standard & Poor’s sulla Finanziaria congolese. Li risocchiude e ci fa due palle così col cabaret governativo dei Romano e Flavia spiati. Avete capito di chi stiamo parlando? No, errore. Non è quello che dirige il Chi dell’Unione. Il suo nome è: Cerutti Gino, ma lo chiamavan Drago, gli amici, al bar del Giambellino, dicevan che era un mago…
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