I compagni non parlano inglese, lei vuole cambiare gruppo. Arrestata
Dopo il caso di Nadia Eweida, la dipendente sospesa dalla British Airways perché portava un crocefisso al collo e quello di Fiona Bruce, la conduttrice dei tg della Bbc allontanata dal video per lo stesso motivo, la deriva multiculturale in Gran Bretagna ha fatto una nuova vittima: Codie Stott. Questa quattordicenne studentessa alla Harrop Fold High School di Worsley, vicino a Manchester, è stata arrestata e detenuta per tre ore e mezzo in una cella di sicurezza della polizia locale per razzismo. La sua colpa? Rifiutare di studiare con alcuni ragazzi asiatici poiché molti di loro non parlavano nemmeno l’inglese. Assente il giorno precedente per una visita in ospedale, Codie doveva seguire una lezione di scienze che aveva già visto formarsi i gruppi di lavoro. L’insegnante ha quindi deciso di unirla a cinque ragazzi di origine asiatica, quattro dei quali non sanno una sola parola di inglese, parlano solo nella lingua madre. Ma, alla sua richiesta di essere cambiata di gruppo, la prof è esplosa: «Sei una razzista, te la vedrai con la polizia». E così è stato: un agente in servizio permanente nel liceo per prevenire bullismo e microcriminalità l’ha arrestata e portata in caserma.
A difesa di Codie, oltre alla famiglia, si sono schierati la gran parte dei compagni e molti docenti. Non la pensa come loro il preside della scuola, Anthony Edkins, che auspica una seria indagine sull’accaduto, al termine della quale Codie potrebbe incorrere in una sospensione se ritenuta colpevole. Alla Harrop Fold High School solo il 2 per cento degli studenti appartiene a minoranze etniche: ecco spiegato l’eccesso di zelo del preside, attaccato duramente da Robert Whelan, direttore del think-tank progressista Civitas: «È normale che ragazzini che non parlano inglese creino problemi a compagni e insegnanti. Detto questo, ciò che è triste e preoccupante è che la scuola di oggi non sappia risolvere questi problemi senza l’intervento della polizia».
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