Nostre corrispondenze
Terroristi filippini pronti a colpire l’Italia?
cambogia Cellule dormienti di Al Qaeda composte da immigrati cambogiani e filippini si starebbero preparando a compiere attentati in Italia con armi non convenzionali. È quanto sostiene il bollettino Intelligence Online, basato a Parigi, in un recente articolo. Il nucleo, creato nel 2004, si appoggerebbe su una base logistica remota: la capitale cambogiana Phnom Penh, dove il leader di Al Qaeda nel sud-est asiatico, Riduan Isamuddin detto Hambali (arrestato in Thailandia nel 2003 e oggi detenuto a Guantanamo), avrebbe insediato la struttura grazie a stretti rapporti con un esponente della mafia cinese in ottimi rapporti col governo cambogiano: Victor Chau, un sino-americano originario di New York ed esponente delle Triadi taiwanesi. La minaccia di attacchi con armi non convenzionali sarebbe collegata alla presenza di un ex agente del Kgb specializzato in armi chimiche nei ranghi degli uomini di Chau. I musulmani rappresentano il 4,6 per cento della popolazione filippina e sono concentrati nell’isola meridionale di Mindanao, dove una lunga lotta di guerriglia contro il governo centrale è stata condotta prima dal Fronte Moro di liberazione, che ha deposto le armi nel 2004, e poi dal gruppo Abu Sayyaf, vicino ad Al Qaeda.
Anche il regno saudita ha il suo muro difensivo
Arabia Saudita Riyadh ha deciso di costruire una barriera di sicurezza lungo il confine con l’Iraq.
Il piano del ministero degli Interni prevede una doppia recinzione comprensiva di barriere naturali e sensori agli infrarossi lungo tutti i 900 chilometri del confine. Il progetto dovrebbe entrare nella fase attuativa nel 2007 ed essere completato nel 2012, per una spesa prevista di 500 milioni di dollari.
Un progetto globale di protezione dei confini del
regno saudita (6 mila chilometri) del valore di 12 miliardi di dollari è allo studio dello stesso ministero degli interni.
Un milione di volontari poliziotto per riportare l’ordine a Teheran
iran Cento nuovi posti di polizia nella capitale entro
il 2007, un milione di volontari da affiancare alle forze dell’ordine dopo un breve addestramento. È questo il piano delle autorità iraniane per un decisivo balzo della qualità della sicurezza e del controllo delle manifestazioni di piazza a Teheran, recentemente esposto dal comandante della polizia nella città Morteza Tala’i. Le autorità sono preoccupate per il forte aumento del numero delle manifestazioni di protesta di donne, studenti e lavoratori. Tala’i sarà presto sostituito a capo della polizia da Ahmad Reza Radan, comandante militare durante la guerra fra Iran e Iraq. [rc]
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!