Siamo tutti reporter

Di Bracalini Paolo
02 Novembre 2006

Una redazione con milioni di collaboratori, reporter di strada, fotografi, paparazzi e videocamere ovunque succeda qualcosa? L’idea sta rapidamente migrando da internet alla tv, dopo aver già contaminato la carta stampata. Dai siti “sociali” come Youtube e Myspace alla Current tv di Al Gore, ecco la rete via cavo e satellite fondata dall’ex vice alla Casa Bianca, fatta dai contributi video degli spettatori che creano (retribuiti per ogni servizio) e decidono quali contenuti vedere. All’inizio di ottobre Al Gore e James Murdoch, capo della britannica BSkyB, il maggiore operatore di pay tv in Europa, hanno annunciato un accordo per il lancio di una versione del canale anche nel Regno Unito e in Irlanda. Il primo passo verso la nuova frontiera della tv generata dagli utenti. Anche i grandi quotidiani si stanno attivando attraverso i loro siti internet. In Italia Repubblica sperimenta, e qualche “scoop” lo ha fatto, come il video amatoriale girato da un turista olandese subito dopo l’incidente nella metropolitana a Roma. In Francia c’è un servizio apposta, Scooplive, fondato a giugno da un piccolo gruppo di giornalisti che comprano foto e video amatoriali e le rivendono ai quotidiani. Le tariffe supercompetitive, due volte più basse della media, cominciano a dare fastidio alle agenzie fotografiche. La maggior parte sono foto gossip: il calciatore famoso pizzicato con l’amante, la diva in bikini, un vip hollywoodiano al tavolo di un bistrò. Il prossimo gradino? L’attualità. La Bild, tabloid più popolare in Germania, ha chiesto ai lettori di mandare foto e scoop, assicurando che i migliori sarebbero stati pubblicati e pagati fino a 500 euro. È stato un successo. Ma non solo. Con la federazione dei giornalisti che denuncia lo «svilimento» della professione e il capo della polizia berlinese che ne evoca addirittura la minaccia per «la sicurezza pubblica». Impassibile di fronte alle critiche, l’editore di Bild ha risposto con lo sberleffo, dando migliaia di finte tessere stampa ai suoi lettori reporter.

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