Fa bene al fegato e alla gola

Di Alciati Piero
02 Novembre 2006

Il carciofo è un ortaggio tipico dell’area del Mediterraneo che veniva utilizzato come alimento già dalla popolazione egizia e in seguito anche dai greci e dai romani. I greci lo chiamavano kinara, i romani cynara, ma il nome attuale del carciofo deriva invece dall’arabo al kharshuf. La coltivazione di questo ortaggio arrivò in Italia, dove si diffuse a partire dal quindicesimo secolo nella zona del napoletano e in molte altre località. Oggi eccellenti sono ad esempio considerati quelli liguri di Vallecrosia nei pressi di Sanremo o il violetto di Albenga. I carciofi sono considerati i “protettori del fegato”, anche se in realtà i princìpi attivi sono contenuti nelle foglie, che solitamente non consumiamo. Infine, una curiosità: l’ortaggio in questione fa capolino come un “deus ex machina” in una simpatica commedia di Fulvio Ottaviano. In Cresceranno i carciofi a Mimongo, la trama ci rivela un epilogo rosa immerso nel verde “spinoso” di questo vegetale. Lo si consuma crudo, in insalata, in torte e sfoglie, in tanti sughi e ripieni, ma facilmente si può servire prima sbollentato in acqua salata con l’aggiunta del succo di mezzo limone e poi saltato in padella con una noce di burro, poi abbinato a una fonduta leggera preparata scaldando 70 gr di latte e aggiungendo 200 gr di fontina tagliata a dadini, quindi senza mai smettere di rimestare e facendo attenzione a non far bollire si scioglie completamente il formaggio. Aggiungiamo allora 3 tuorli d’uovo e cuociamo ancora per 3-4 minuti a fuoco debole. La fonduta la si tiene in caldo a bagno-maria e al momento del servizio la si versa sui carciofi.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.