La rosa dei Tempi
Il cristianista dei Fratelli Musulmani
Franco Cardini è docente presso l’Università di Firenze e l’istituto di Studi umanistici di Umberto Eco. Ha collaborato con i periodici di destra La voce della fogna e Diorama di Marco Tarchi, è un importante studioso del Medioevo e delle Crociate. Ultimamente, al professore è stata proposta una cattedra di cristianesimo all’università del Cairo Al Azhar, considerata vicina ai Fratelli Musulmani. Il professore non ha ancora reso nota la risposta, ma si è detto ben disposto ad accettare l’incarico.
CARDINI AKBAR Ha scritto l’introduzione al Corano commentato da Hamza Piccardo (operetta appena appena trucidamente antisemita). Va spesso in tv a propagandare le tesi della Chiesa di Giulietto secondo cui a buttar giù le Torri Gemelle sarebbe stata la Cia e non due aerei pieni appena appena di kamikaze vagamente jihadisti. Considera i terroristi islamisti una minoranza appena appena un po’ fanatica ed esuberante. Bè, se accetta l’incarico, non siamo sicuri che ce lo leveremo appena appena dai maroni.
Esselunga che resiste agli appetiti di Coop
Per la seconda volta in meno di un mese, il 4 novembre Esselunga ha comprato due pagine di 37 quo
tidiani nazionali per un ennesimo “vade retro Coop”. Il casus belli è noto: Esselunga continua a respingere le attenzioni delle Coop, che asseriscono di avere un “diritto-dovere” ad acquisire l’azienda di Bernardo Caprotti malgrado lui si rifiuti di vendere. Esselunga è presente in Italia con 130 punti vendita, 15 mila dipendenti e un fatturato 2005 di 4,4 miliardi di euro.
forza bernardo Perché governo e banchieri romani sudano sette camicie per persuadere Bernardo Caprotti a vendere ai trinariciuti di Bologna? Il signor inserzionista (che si firma “Concorrenza e libertà”) lo spiega in una limpida tabellina: dove la sua azienda non è presente a fare concorrenza a quella emiliana, i prezzi Coop sono mediamente superiori del 10 per cento a quelli di Esselunga. Capito? Caprotti deve vendere a Coop perché il made in Italy targato Coop è quello che agli italiani costa di più. Stupendo. Possibile che TPS non abbia messo anche questo in Finanziaria?
La Aspesi che difende la Comencini
L’ultimo film di Francesca Comencini descrive una Milano battona in balìa di riccastri porconi senza scrupoli. I milanesi illustri non l’hanno presa bene. Natalia Aspesi, su Repubblica di Milano, ha difeso la regista. Così: «Quanto a Milano, è vero che nel film non c’è. Manca il malumore, l’inquietudine della gente, il traffico orribile, i mezzi pubblici allo sfacelo, gli scippi quotidiani, i vecchi derubati in casa, la povertà delle iniziative culturali pubbliche, i grandi corrotti, i grandi ricchi, che sono sempre più ricchi e corrotti e nessuno li ferma mai».
equilibrata Tiè. Brava Natalia. Finalmente qualcuno gliene canta due a questi iuppies del menga che c’hanno sempre la Milano da bere (per non dire la merda) in bocca. Finalmente qualcuno racconta la vera città. Quella dell’inquietudine e del traffico. Dei ricchi e dei corrotti. Dei fascisti. Ben detto Natalia. Le vecchiette scippate e stuprate. E poi ammazzate dopo che erano già affamate. Dài Natalia, diglielo com’è Milano. Diglielo tu che non se ne può più di questa cazzo di edizione locale di Repubblica.
Samuel Beckett secondo Branciaroli
Nel centenario della nascita di Samuel Beckett, il Teatro degli Incamminati, con Franco Branciaroli nella duplice veste di attore e regista, porta in scena Finale di partita, straordinaria sintesi drammatica del teatro del Novecento. Ad affiancare il pupillo di Testori nel «match teatrale per mattatori», come ebbe modo di definirlo lo stesso drammaturgo irlandese, Tommaso Cardarelli Alessandro Albertin e Lucia Ragni. Il tour è attualmente in tappa a Milano presso il Teatro Grassi. Dal 7 al 19 novembre.
profetico Niente è più comico dell’infelicità, diceva Beckett. Perciò, per omaggiare un teatro che, smessi i panni dell'”assurdo”, ha cominciato a mostrarsi profetico, il gruppo di Branciaroli ha puntato sulla dimensione tragicomica di Hamm, cieco e paralizzato che parla con l’accento francofono dell’ispettore Clouseau, Clov, suo figlio adottivo e servitore, Nagg e Nell, i genitori di Hamm, relitti umani minati nel fisico e psichicamente regrediti che vivono in due bidoni della spazzatura. Un realismo nostalgico del sacro ma incapace di aspettare Godot.
Roncone che racconta il Capezzone by night
Si legge sul Corriere di domenica 5 novembre sotto il titolo “L’ex segretario al contrattacco: lo sto stracciando” e sopra la firma “Fabrizio Roncone” un articolo sullo scontro Pannella-Capezzone. Terminata la parte di cronaca, l’articolista ci tiene a farci sapere che «l’altra sera l’abbiamo incontrato (il Capezzone, ndr) in un ristorante, l’Antico Brolo, in corso Milano.». Seguono 18 righe 18 di racconto di ciò che è avvenuto nel ristorantino tra «bottiglie di rosso» e «un po’ di compagnia».
horror vacui Per quanto riguarda la lite Pannella-Capezzone volevo dire alla mia fidanzata che è inutile che mi assilli con ‘sta storia che non la porto mai fuori a cena. Scusa, Matilde, ma non è mica colpa mia se il direttore mi assegna questi articoletti che non so come sbrodolare fino in fondo perché ho finito le notizie a mia disposizione. E comunque all’Antico Brolo non c’è un posto manco a prenotarlo. Roncone è ancora là a bere vino rosso con Capezzone e dicono che il criptotitolo per manifesta marchetta questo mese l’hanno già fatto fare a lui.
R. Perrone, “La squadra scomparsa”
I ragazzi della squadretta milanese della Matrone (squadretta in quanto a dimensioni, sicuramente non in quanto a valore, come potrà verificare chi leggerà questo libro) vengono invitati a partecipare a un torneo internazionale in Spagna. Ma l’avventura in cui saranno coinvolti andrà molto oltre lo sport: durante il torneo, infatti, l’intera delegazione dei nigeriani svanisce nel nulla. Dalla sera alla mattina. E gli italiani, fra peripezie degne dei mitici Goonies, si ritroveranno a indagare su un clamoroso caso poliziesco.
convincente L’autore di questo insolito giallo calcistico è Roberto Perrone, il nostro giornalista sportivo di riferimento. D’accordo, lavora al Corriere della Sera, ma nessuno è perfetto. E poi che Perrone sia ottimo scrittore di romanzi per ragazzi lo dimostra il fatto che con Banana Football Club, la prima avventura dei ragazzi della Matrone, ha vinto il Gigante delle Langhe 2005. E comunque La squadra scomparsa è una storia che prende anche gli adulti. Scritta bene, avvincente e sana.
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