Appello democrat e grancoalizionista

Di Scalpelli Adolfo
16 Novembre 2006

Dice un amico mio che il Partito Democratico o non lo faranno proprio o, se lo faranno, risulterà poco commestibile ai palati riformisti. Insomma l’ennesima incompiuta, come il Pds, i Progressisti, l’Ulivo, la Fed, la Gad e via dicendo, nella quindicennale vicenda della sinistra italiana, dopo la caduta del Muro e la liquidazione del recentemente riabilitato Bettino Craxi.
Oggi il tutto viene grottescamente condito, ahimé, governando l’Italia, dall’inedito asse Prodi-sinistra radicale. Che spettacolo la manifestazione dello scorso 4 novembre, con sottosegretari, Cobas, e partiti comunisti vari a fare la sentinella di Prodi. E che ridere pensare che il timido ministro del lavoro, che sa bene quanto la legge Biagi sia sostanzialmente giusta (casomai si dovrebbero sperimentare ulteriori forme di flessibilizzazione dei contratti di lavoro), ha dovuto giustificarsi con Casarini e centri sociali vari. Siamo di nuovo in epoca di solitudine dei riformisti. Ed è un peccato, perché mai come oggi un governo di grande coalizione sarebbe prodromico per consentire aggregazioni moderate senza pregiudicare il bipolarismo, anzi, rendendolo davvero europeo.
Urge, cari amici di Tempi, creare il movimento pro Grosse Koalition. L’alternativa è annoiarci a sentire parlare di fase uno, fase due, fase tre dell’azione di governo. Grande Coalizione, beninteso, senza inutili Montezemoli salvatori della patria.

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