Brevi
Al passo di una prosa asciutta e mai compiaciuta, Giuseppe Sottile ripercorre le strade della Palermo degli anni 60. Non c’è tempo per abbindolare il lettore del continente con scampoli di una Sicilia da souvenir né per inventare una lingua ibrida col dialetto, perché la città è sull’orlo di una guerra di mafia, il piccolo quotidiano comunista L’Ora naviga in cattive acque, i giovani cronisti lottano con direttori indimenticabili e capocronisti da antologia. Uno cerca la poesia di un mestiere romantico e trova morti ammazzati, giornalisti non pagati, fotografi nervosi. È il fascino della necessità. Signora nostra. Di questo libro e forse pure di quell’isola.
Nostra Signora della Necessità
Autore G. Sottile
Editore Einaudi
Pagine 107
Prezzo 9 euro
C’è l’intervista a Giulio Andreotti, che ricorda che i comunisti erano stati in qualche modo avvisati della strage di Portella della Ginestra, e quella a Sergio Romano sulla storiografia italiana degli ultimi decenni; c’è quella a Giorgio Galli in margine al suo ultimo libro su Moro e Berlinguer, e quella all’apocalittico Massimo Fini. Ci sono prove di scrittura di giovani e meno giovani scrittori meridionali e le foto – stampate, ahimé, il qualche modo – di Michele Longo dai mercati medditerranei. Il tutto diretto, redatto, distribuito da un ventiduenne di Termini Imerese studente a Milano, Università Cattolica.
Di nome fa Filippo Maria Battaglia.
Gli apoti. quelli che non la bevono
Editore Gasm
Pagine 71
Prezzo 7 euro
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