Ortodossia

Di Tempi
16 Novembre 2006
«Il Bene, Dio e la moralità si incontrano solo nella verità. E ricercare la verità richiede libertà religiosa». Così parla all'Europa il patriarca Bartolomeo

Pubblichiamo uno stralcio del discorso che il patriarca ha tenuto il 9 novembre a Bratislava in occasione del Decimo Dialogo fra la Chiesa ortodossa e il Ppe.

Il Nono Dialogo ha focalizzato la sua attenzione sulla solidarietà e la cooperazione, due componenti che permetteranno l’allargamento della famiglia europea. (.) I partecipanti hanno riconosciuto l’influenza del cristianesimo come elemento qualificante dell’identità spirituale, culturale e sociale dell’Europa. Il cristianesimo ha realmente ispirato i padri dell’Europa e i fondatori della Democrazia cristiana europea. I partecipanti hanno salutato lo storico ruolo dei fondatori della Democrazia cristiana europea, eredi dei quali sono i qui presenti membri del gruppo al Parlamento europeo, nell’assicurare il parametro etico della riconciliazione, che doveva essere coltivato nella coscienza umana dell’Europa. Il cristianesimo è infatti la maggiore fonte di ispirazione per i movimenti democratici nell’Europa centrale e dell’Est, che hanno finalmente reso possibile la riunificazione dell’Europa. Non si può trascurare questo fatto, anche se ci sono tendenze a farlo. Ma per piazzare le fondamenta per la solidarietà e la cooperazione europea su un solido punto d’appoggio e per rendere possibile l’ulteriore allargamento dell’Unione Europea, è necessario riaffermare che il Bene Supremo, Dio e la moralità possono incontrarsi solo nella verità e che tutte le donne e tutti gli uomini devono essere obbedienti a questa verità trascendente, una verità che sola può guidare giuste relazioni fra popoli, società e nazioni.
Non c’è dubbio che l’obbedienza nella ricerca della verità richieda libertà religiosa. È a questa ricerca della verità che stiamo tutti lavorando ed è a cooperazione e riconciliazione che aspiriamo. Sfortunatamente, il Patriarcato Ecumenico sta ancora affrontando ostacoli nella lotta per la libertà religiosa e noi preghiamo e speriamo che finalmente ci sia concesso il diritto di godere pienamente dei nostri diritti come ogni altro cittadino in questa nazione. Speriamo che coloro i quali gestiscono il potere si rendano conto dell’ingiustizia che stiamo fronteggiando e che tolleranza e rispetto per gli altri sono diritti fondamentali in una società libera e democratica.

La cooperazione fra Chiesa e Stato
In questi anni abbiamo continuato la nostra onesta e sincera cooperazione ed è con grande gioia che siamo giunti al Decimo Dialogo. Il Patriarcato Ecumenico per dieci anni ha offerto il suo amore e supporto per questo dialogo in divenire e noi siamo speranzosi del fatto che celebreremo molti altri anniversari in futuro. Insieme con il gruppo del Partito Popolare Europeo e i Democratici Europei abbiamo riconosciuto e stabilito l’esempio che dimostra che i mondi religioso e politico necessitano di capirsi tra loro e che è soltanto attraverso la cooperazione che saremo in grado di migliorare il nostro mondo e glorificare il nostro Signore nella Sua saggezza.
Vorremmo anche cogliere l’opportunità per ringraziare e congratularci con gli organizzatori e i partecipanti di entrambi le parti che ci hanno onorato con i loro forzi durante questi Dieci Dialoghi. Permetteteci, per favore, di ringraziare anche i prestigiosi oratori che hanno condiviso con noi – attraverso gli anni – i loro pensieri e ci hanno presentato con amore, rispetto e tolleranza per tutti le loro opinioni. È proprio questo tipo di rispettosa e fruttuosa cooperazione che ci permette di stabilizzare e continuare questa importante relazione tra Religione e Stato. Possa questo servire come un faro di luce per tutti coloro i quali desiderano condividere la nostra visione di un mondo più giusto e in pace; un mondo in cui gli esseri umani possano essere in grado di vivere. Ma per realizzare tutto questo dobbiamo sempre tenere a mente che noi agiamo solo per la gloria di Dio e che è già uno sforzo in più essere fedeli e seguire la Sua volontà e desiderare per tutti noi che crediamo in Lui di essere uniti. Lui stesso ci disse questo: «Possiate essere uno solo, proprio come, Padre, tu sei in me e io in te, così che anche loro possano essere in noi, così che il mondo possa credere che sia stato tu a mandarmi» (Giovanni 17, 21). È un fine sacro quello che noi stiamo perseguendo ed è attraverso la nostra determinazione e il nostro interesse infallibile che noi vedremo i frutti della grazia di Dio moltiplicarsi in mezzo a noi.
È nostro dovere provare e vedere in profondità invece che fermarci alla superficie e aprire i nostri cuori e le nostre menti e pregare che quanto è successo sulla via per Emmaus non si ripeta nei nostri Dialoghi. Così noi ascolteremo con tutto il nostro cuore e con le nostre incessanti preghiere supplicheremo Dio affinché Egli possa garantirci un futuro migliore dove noi saremo capaci di coesistere con rispetto e comprensione per tutti. Non è possibile per l’intelletto umano afferrare attraverso i propri mezzi il senso dell’esistenza della Santissima Trinità ed è con questa certezza che noi preghiamo affinché Dio ci garantisca il dono di essere in grado di sperimentare e partecipare all’armonia che la Santissima Trinità ci sta mostrando. Dio benedica tutti voi.
* patriarca ecumenico di Costantinopoli

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