Il distretto si fa in fiera
Non chiamatela fiera. Matching è molto di più. Anzitutto un grande work- shop, giunto alla sua seconda edizione, che si svolge dal 21 al 23 novembre presso la Fiera di Rho-Pero (Mi). Un’iniziativa che in poco tempo ha già raccolto molti consensi. Basta dare uno sguardo al numero degli iscritti che è passato dai 550 dell’anno scorso ai 1.016 previsti per quest’anno. Ma si tratta soprattutto di un’occasione di incontro e confronto per le piccole e medie imprese, tra loro e con le grandi aziende. Non solo attraverso i numerosi workshop, ma anche grazie a una serie di convegni. Un evento nel suo genere unico in Italia, che porta il marchio della Compagnia delle opere (Cdo).
Enrico Biscaglia, direttore generale della Cdo, spiega infatti come l’idea sia «impostata sul lavoro quotidiano della Compagnia, quello di creare una relazione della domanda fra gli imprenditori, che così possono darsi una mano l’un l’altro, sviluppando le proprie potenzialità». Piccoli e medi imprenditori, prima di tutto. Perché «sono le piccole e medie imprese il tessuto su cui poggia gran parte dell’economia reale del nostro paese». È necessario dunque adoperarsi affinché non soccombano sotto il peso delle grandi aziende né vengano da esse inglobate.
Nella rete pesci di tutte le taglie
L’alternativa è dunque quella di creare una rete, una «forma di distretto virtuale, ma reale», in cui le pmi possano confrontarsi, scambiandosi idee e informazioni, collaborando con altre aziende del settore per sondare nuovi mercati, condividere e confrontare le rispettive esigenze e trovare soluzioni compatibili e favorevoli allo sviluppo reciproco. È in questa prospettiva che allora prende corpo il concetto di filiera, uno dei temi su cui punta l’edizione 2006, ossia l’insieme delle aziende che concorrono a produrre, distribuire e commercializzare un particolare prodotto.
Le principali filiere presenti sono quelle del tessile, dell’automotive, del settore ferroviario e della sanità, la novità di questa edizione. Il concetto di rete si rivela tuttavia davvero vantaggioso per l’economia nazionale quando implica la partecipazione e il contatto anche con le grandi imprese, all’interno di un contesto che favorisca il dialogo e la collaborazione. Matching infatti offre a diverse tipologie di impresa l’occasione di relazionarsi fra loro, creando in questo modo una rete tra fornitori (pmi) e clienti (grandi imprese). Un modo per guardare oltre il proprio immediato ambito di lavoro. E un’occasione per il piccolo di ampliare il proprio raggio d’azione e crescere professionalmete, mentre per il grande di avere punti di riferimento cui rivolgersi, creando così un’ampia e diversificata rete di rapporti commerciali. Quest’anno sono presenti in Fiera ben 39 grandi aziende del calibro di EnelSi, Beghelli, Trenitalia, UniCredit, oltre a buyer di numerose aziende estere, che hanno il compito di sviluppare contatti commerciali.
Si guarda avanti
Uno dei temi su cui Matching punta è proprio quello dell’internazionalizzazione. Per la partecipazione dei buyer e di aziende estere nei settori dell’abbigliamento, dell’agroalimentare, dell’arredamento, dell’elettronica, della meccanica e del materiale edile è stato infatti siglato un accordo con Ice e Unioncamere. Partecipano inoltre i rappresentanti delle dieci sedi estere della Cdo, oltre alle numerose aziende legate a Cdo che operano nel settore dei servizi per l’estero. «Così da dare a tutti» dice Biscaglia «e non solo a chi si propone per la delocalizzazione, di affacciarsi su diversi mercati intrecciando partner ship e allacciando collaborazioni».
Oltre all’internazionalizzazione, importante è il tema della finanza. Al Matching è infatti presente la Borsa Italiana, al fine di illustrare le opportunità offerte da Piazza Affari per le pmi. Un workshop apposito, inoltre, Private Equity, e incontri one to one sono pensati nello specifico per facilitare l’avvicinamento delle pmi al mondo finanziario. Ma il tema cui maggiormente punta l’edizione 2006 di Matching è quello dell’innovazione intesa, come precisa Biscaglia, «come possibilità per le piccole e medie imprese di innovare il proprio prodotto attraverso contatti e contributi esterni come, per esempio, i centri di ricerca». Un’innovazione dunque a tutto campo, non solo da un punto di vista tecnologico, ma anche da quello del marketing, dell’organizzazione, della struttura.
Per esempio, importanti sono le partecipazioni di istituti di ricerca come il Fraunhofer Institut di Tecnologie Chimiche che propone novità nel campo delle bioplastiche, e la Tethis Lab che presenta l’ultima frontiera delle nanotecnologie. In tutto vengono presentate 18 tecnologie pervasive, ossia applicabili a diversi settori di mercato. Ampio spazio trovano poi le illustrazioni di brevetti in cerca di applicazione. E per fare in modo che anche la pmi possa avere accesso a una politica di innovazione applicabile su diversi fronti, nella cui direzione puntare sempre maggiori risorse, è nata Knownet. La nuova società della Cdo, protagonista al Matching. Gli specialisti che lavorano per Knownet si impegnano nel trovare risposte alle problematiche aziendali e proporre soluzioni compatibili con le esigenze di innovazione imprenditoriale di chi si rivolge loro.
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