Mini, il fascino immutabile

Di Fidanzati Ulisse
16 Novembre 2006

Nel 1959, il mondo dell’auto finì sotto shock: dall’Inghilterra stava arrivando su tutti i mercati internazionali la Mini Minor, così si chiamava allora, una specie di elegante scatoletta con quattro ruote. La forma semplice, il motore brioso, il cruscotto con gli «orologi» della strumentazione, mandarono in visibilio, e in tilt, le teste degli automobilisti più giovani. C’era, in quel tempo, la 500 di cui Carlo Abarth aveva fatto un’elaborazione: ma lo Scorpione sul posteriore si vide costretto a fare i conti con quel cruscotto d’avanguardia e un propulsore pieno di scatto. Facile, per la Mini Minor, conquistare i giovani di allora: era un’utilitaria diversa, che usciva dagli schemi dell’auto piccola-piccola, perché tale in realtà non era, dentro ci si stava comodi e darsi un bacio appassionato era facilissimo. In più, la Mini Minor arrivava dall’Inghilterra, dove stavano germogliando un altro paio di miti, quelli dei Beatles e di Mary Quant, l’inventrice della minigonna. Dopo vicissitudini che hanno accompagnato la Mini fino ai giorni nostri, era importante per Bmw (cui il marchio Mini appartiene) capire su cosa facesse fondamento il segreto del successo della prima Mini. Per poi trascinarlo fino ai nostri giorni per inserirlo in una famiglia di mercati molto diversi da quelli di 47 anni fa.
La Mini è rimasta lei, con il suo stile immutabile perché l’intervento di Giorgetto Giugiaro ne ha mantenuto intatta l’identità, solo allungandola di 6 centimetri (è lunga 3 metri e 69 centimetri, è larga 1 metro e 68 ed alta 1 metro e 40). La calandra è costituita da un unico elemento, i fari includono gli indicatori di direzione, il posteriore è dotato di una nuova griglia, sotto escono i due tubi di scarico, cromati. La strumentazione, situata al centro della plancia, ha dimensioni rilevanti, affiancata dalle bocchette di ventilazione, ed è stata arricchita di funzioni.
La seconda generazione della nuova Mini presenta le differenze più concrete sotto il cofano, dove pulsa un nuovo 4 cilindri di 1.600cc, 16 valvole (nato dalla collaborazione tra Bmw e gruppo Psa Peugeot-Citroën), brillante ed efficiente. È offerto in due varianti: aspirato con 120 cavalli (per la Cooper, velocità vicina ai 200 km/h), dotato di dispositivo Valvetronic e turbo-iniezione diretta di benzina (per la Cooper S) con 175 cavalli, doppio albero a camme, prestazioni di altissimo livello.

Tenuta go kart Motori potenti aspirati e turbo Bassi consumi
La nuova Mini mantiene i caratteri di maneggevolezza ed agilità che ne hanno decretato il successo, ma in forma meno esasperata. L’assetto è ancora rigido sui percorsi veloci e resta un problema sul dissestato asfalto cittadino, mentre lo sterzo elettromeccanico è molto morbido ma forse un po’ meno diretto nella risposta rispetto alla generazione precedente. Tuttavia guidare la nuova generazione Mini resta sempre un grande piacere, soprattutto il motore della Cooper S è un vero portento. Sale di giri rapidamente, è molto efficace ed è ben supportato dal cambio manuale a sei rapporti che si rivela, pigiando l’apposito tasto “Sport”, più veloce nelle cambiate. Grazie all’iniezione diretta, il nuovo millesei eroga una coppia massima di 240 Nm a soli 1.600 giri pur esigendo meno carburante rispetto al precedente quattro cilindri. Questo propulsore troverà posto anche sotto il cofano della nuova Peugeot 207 RC. La tenuta di strada “go kart” risulta ancora migliorata perché il retrotreno, con sospensioni sempre a bracci multipli, ha subito ritocchi alla geometria: con l’utilizzo di parti in alluminio il peso è stato ridotto di circa 6 kg. Voto positivo per gli interni, che lasciano trasparire un forte miglioramento nella qualità dei materiali e negli assemblaggi. Anche lo spazio, specie per l’abitabilità, è soddisfacente grazie anche alle ampie regolazioni di sedile e volante. Alle Mini Cooper e Cooper S seguiranno, naturalmente, le entry level a benzina e turbodiesel, con potenza prevista per entrambe di circa 90 cavalli, dedicate a chi vuole entrare nell’universo Mini senza spendere troppo.

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