Lafif Lakhdar

Di Colombo Valentina
09 Novembre 2006
Condannato a morte dagli estremisti, dal cuore della banlieu parigina si batte per l'uguaglianza tra uomo e donna, l'abolizione della sharia, il rifiuto del jihad

«Ho bisogno di contattare qualcuno in Vaticano». La conversazione con Lafif Lakhdar, uno dei più importanti pensatori arabi liberali, inizia con una richiesta a dir poco insolita. 72 anni, residente nella banlieu parigina, Lafif è semi-paralizzato da qualche anno, è stato condannato a morte dall’estremismo islamico e vive al di sotto della soglia di povertà. Non è chiaro, insomma, perché, e sopratutto come, conti di andare in Vaticano. «Alla Biblioteca Vaticana – spiega visibilmente emozionato – c’è un manoscritto del 250 dell’egira al cui interno è stato nascosto un frammento coranico che risale all’epoca del terzo califfo dell’islam, ‘Uthman. ‘Uthman aveva bruciato tutte le copie del Corano che non corrispondevano alla Volgata da lui stabilita. Questi frammenti non hanno nulla a che fare con il Corano attuale. Ma tutto è stato messo a tacere. A partire da questo frammento si potrebbe arrivare a un’edizione critica del Corano». Questo è Lafif Lakhdar. Un uomo che darebbe qualunque cosa pur di avere una copia del manoscritto che gli servirebbe a capire meglio la storia del testo coranico. La polizia francese gli ha consigliato di cambiare abitazione, perché il suo indirizzo è stato diffuso su internet dalle persone che lo minacciano.
Lafif, come giustifica le reazioni di condanna al discorso del Papa non solo da parte di terroristi come Zawahiri, ma anche da parte di governi arabi cosiddetti moderati? Non pensa che ci sia difficoltà ad accettare la libertà di espressione da parte di tutti questi musulmani?
Le reazioni contro il discorso del Papa all’università di Ratisbona si spiegano con il fatto che dopo quattordici secoli esiste ancora il non detto religioso, il non detto politico e il non detto sessuale e questi tre tabù non si possono criticare. Significa che se un giornalista, o un semplice cittadino, critica questi tre tabù va incontro alla morte perché considerato apostata. Queste riprovevoli reazioni al discorso del Papa sono state scatenate dagli islamisti, soprattutto quelli di Al Jazeera, che è controllata dagli shaikh Yusuf Qaradawi e Rashid Ghannuchi (rappresentante tunisino dei Fratelli musulmani in esilio in Gran Bretagna, ndr), sono loro che ne orientano il discorso religioso. Per quanto riguarda le reazioni dei governi cosiddetti moderati questi hanno criticato il discorso del Papa per paura degli islamisti e delle masse musulmane rese fanatiche da al Jazeera e da un’altra televisione satellitare che si chiama Iqra’. Le masse musulmane si trovano oggi in uno stato di delirio. Tuttavia la reazione più nefasta rimane quella degli islamisti, di Qaradawi, Ghannushi, al Qaeda e gente come loro. Gli islamisti con la loro teologia e la loro ideologia hanno contribuito a diffondere l’odio per l’Occidente, per i non musulmani, a cominciare da ebrei e cristiani. Il discorso del Papa è stata un’occasione d’oro per proseguire nel loro di-scorso di odio.
Allora è vera la previsione di Samuel Huntington circa lo scontro di civiltà?
Si sono posti questo obiettivo prima che Samuel Huntington parlasse dello scontro di civiltà. Sono gli islamisti ad avere scatenato la guerra tra le civiltà, la guerra contro l’Occidente e la cristianità, contro l’ebraismo. Si tratta di un’ideologia ben radicata in tutti gli islamisti, ma soprattutto in quelli che vengono definiti gli islamisti “moderati”, che sono ancora più pericolosi degli islamisti estremisti. C’è qualcosa che l’Occidente non sa e deve sapere. La teologia musulmana del Medioevo ha modificato il Corano, ha abrogato dei versetti. Ci sono dei versetti in cui si dice che ebrei, cristiani e musulmani che compiono delle buone azioni entreranno in paradiso. La teologia musulmana del Medioevo ha detto che questi versetti sono abrogati e li ha sostituiti con dei versetti di guerra. Esistono due Corani, due islam: l’islam della Mecca, il primo islam, un islam pacifico, seguito dai mistici e l’islam di Medina, un islam di guerra. Ed è l’islam della Mecca quello che gli islamisti hanno abrogato. La teologia del Medioevo ha affermato che l’ebraismo e il cristianesimo non sono religioni, ma semplicemente delle leggi, delle sharia, abrogate da quella islamica. La sola religione che esiste al mondo è quella musulmana. Quindi i cristiani e gli ebrei che non hanno religione devono abbracciare l’islam o volontariamente o con la forza. Ecco perché Zawahiri ha risposto al Papa. Per lui il Papa deve abbracciare l’islam, perché il Papa secondo lui non ha religione. Il discorso del Pontefice insomma è stata un’occasione perfetta per i predicatori dell’odio contro i cristiani, gli ebrei, l’Occidente e la ragione. Perché per gli islamisti l’Occidente è la ragione, diffusa dalla filosofia dei Lumi. Occidente, ragione e modernità sono i nemici degli islamisti. Così come la democrazia, la laicità e l’emancipazione della donna.
Lo scontro tra Occidente e islam sembra essersi accentuato dopo la vicenda delle vignette su Maometto. L’Opera di Berlino ha poi cancellato l’Idomeneo di Mozart per non offendere i musulmani, sembra che vi sia una censura in nome dell’islamicamente corretto. Cosa ne pensa?
L’Occidente oggi è in crisi. Ha perso i suoi valori umani, negli umanisti. L’Occidente non deve cedere alla paura degli islamisti, deve avere lo stesso coraggio degli islamisti. L’Occidente deve mostrarsi sicuro dei propri valori umanisti altrimenti sarà conquistato. I suoi valori fondamentali non sono negoziabili. Non si può negoziare né sulla democrazia, né sui diritti dell’uomo, né sull’emancipazione della donna.
È possibile criticare l’islam, l’operato di Maometto sul piano razionale della verità storica senza essere necessariamente condannati come nemici dell’islam?
Oggi come oggi l’islam non si può criticare. Fra tutte le religioni l’islam è un tabù, intoccabile. Il cristianesimo e l’ebraismo hanno conosciuto a partire da Spinoza la loro critica storica. Con Spinoza si afferma la libertà di espressione contro la censura religiosa, la tolleranza contro il fanatismo religioso, la democrazia contro il despotismo. Si ha altresì la separazione della religione dalla politica. Io sto cercando di fare per l’islam quel che ha fatto Spinoza, ovvero la critica storica del testo fondatore, ed è per questo che sono odiato da tutti gli islamisti. Oggi non esiste più alcun motivo pratico e razionale per praticare la censura religiosa. Oggi in più della metà degli stati arabi la filosofia è vietata. Non esistono corsi di filosofia. Questo perché la filosofia sviluppa il pensiero critico che è il nemico principale del fanatismo religioso. Nell’uomo esistono tre cervelli: il cervello percettivo, il cervello emozionale e il cervello razionale. Il cervello razionale è una conquista recente, è quello della matematica, della filosofia e delle scienze in generale. Per gli islamisti questo cervello non esiste, loro alimentano solo il cervello emozionale. Io sto cercando di rileggere il Corano e i detti e fatti del Profeta dell’islam alla luce delle scienze umane, della storia comparata delle religioni, della sociologia religiosa, della linguistica moderna, della psicologia moderna. Queste scienze sono indispensabili per comprendere in modo critico il testo fondatore dell’islam e l’islam stesso.
Lei ha un progetto molto coraggioso: riformare l’islam.
Riformare l’islam per me significa passare dalla lettura letterale, fondamentalista, fanatica, terrorista del testo a una lettura critica. Quel che è fondamentale è che la ragione abbia la meglio sul testo religioso. Per riformare l’islam bisogna abolire la teologia dell’odio nei confronti dei non musulmani, degli ebrei e dei cristiani; abolire la discriminazione nei confronti della donna perché nell’islam tradizionale la donna è considerata come un eterno minorato; abolire il jihad, la guerra santa, che è l’espressione pratica della teologia dell’odio; abolire la umma, la comunità islamica, che secondo gli islamisti, al pari della teologia del Medioevo, deve essere difesa da tutti i musulmani. Ne abbiamo la dimostrazione oggi in Iraq dove egiziani, sauditi, tunisini islamisti combattono contro la volontà del popolo iracheno. La umma è un concetto pericolosissimo che sta alla base del terrorismo. Infine bisogna abolire la sharia, la legge islamica, ovvero le pene corporali, come la lapidazione della donna per adulterio e la decapitazione per apostasia. Bisogna abolirla in tutti i paesi musulmani per affermare l’uguaglianza tra uomo e donna, tra musulmano e non musulmano, perché per l’islam la disuguaglianza tra uomo e donna e musulmano e non musulmano sono concetti eterni, che non possono essere messi in discussione. Per questo motivo bisogna abolire la sharia. La riforma, la modernizzazione del discorso islamico, da me proposta è possibile e necessaria.
Lei parla di modernizzazione del sermone del venerdì e anche di riforma del sistema educativo.
Sì, anche il sermone del venerdì va modernizzato, vanno allontanati gli imam integralisti che emettono fatwe. Come è stato nel mio caso. Sono stato accusato di avere scritto un testo contro Maometto che non ho mai scritto e che è stato pubblicato in internet. Mi hanno accusato affinché gli islamisti mi uccidano. Oggi esistono al Jazeera e al-Iqra’, che hanno milioni di telespettatori ai quali trasmettono l’odio dell’Occidente, della laicità, della modernità, di tutti coloro che difendono queste idee, unitamente ai diritti dell’uomo e all’emancipazione della donna. Bisogna poi riformare il sistema educativo affinché crescano nuove generazioni che non conoscono il jihad, la sharia, la discriminazione della donna, l’odio verso i non musulmani. Due anni fa ho scritto, ad esempio, al presidente algerino Bouteflika chiedendogli di abolire l’insegnamento della sharia. Oggi in Algeria per lo meno al liceo non si insegna più la sharia. Nel 2003 ho scritto un articolo su un giornale marocchino chiedendo l’inserimento della filosofia tra le materie di studio e oggi viene insegnata negli ultimi tre anni di liceo.
Nel 2004 lei è stato uno dei firmatari, unitamente a Shaker al-Nabulsi e Jawad Hashem, di una petizione alle Nazioni Unite affinché venisse istituito un tribunale internazionale contro i predicatori d’odio. Come ha reagito il Segretario generale?
Questa petizione, diffusa da almeno dieci siti internet, è stata firmata da circa 2.800 persone. Il Segretario generale si è mostrato apparentemente favorevole ed è stata avviato un dibattito all’interno dell’Onu. Purtroppo il tribunale non è ancora stato istituito, ma qualora lo fosse, potrebbe rappresentare davvero una grande vittoria sugli islamisti.
Che cosa possono fare gli occidentali per aiutare i liberali arabi come lei?
Siamo nell’era della globalizzazione dell’informazione. L’Occidente deve aiutarci ad avere dei mezzi di comunicazione. Nel mondo arabo e musulmano l’informazione è dominata dagli islamisti. Al Jazeera è il megafono di al Qaeda. Noi non abbiamo una televisione, non abbiamo un giornale, non abbiamo voce. A me, per esempio, è stato vietato di scrivere su al Hayat, un quotidiano arabo di proprietà saudita, perché in un articolo avevo chiesto di vietare la lapidazione delle donne in Iran e questo è stato giudicato contrario all’islam. Certo che bisogna vietarla, invece! Non si può credere a chi chiede, come fa Tariq Ramadan, una moratoria. L’Occidente deve aprire gli occhi!

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