Quando uno ha il chiodo fisso
Si pensava che i computer da tavolo, meglio conosciuti dal popolo dell’information technology come desktop, sarebbero stati surclassati dai portatili. Poi si è scoperto che questa tendenza è fortissima solo in Italia. Nel resto d’Europa, ad esempio, non a tutti viene in mente di sostituire il “vecchio mattone” Pentium con un notebook, certamente più sofisticato e bello, ma comunque più costoso e legato al concetto di mobilità. Nell’era del mercato globale, a tener viva l’attenzione sui computer “fissi” sta provvedendo il fenomeno della “convergenza”. È merito suo, per esempio, se oggi si possono scaricare da internet gli mp3 e poi ascoltarli nel tradizionale impianto hi-fi. Gli steccati tra il computer e prodotti elettronici di uso più familiare sono quasi abbattuti, anche dal punto di vista estetico. Già da un paio d’anni, infatti, i produttori stanno spingendo sull’acceleratore della convergenza, proponendo meraviglie informatiche in grado di diventare il cervello digitale della casa. Per guidare e guardare con una sola testa la dimensione dell’entertainment domestico: dalle foto, ai film, alla musica. Il cervellone immagazzina e poi distribuisce alla “periferica” giusta quanto gli viene richiesto: tv, stampante, videocamera, eccetera. È il concetto di Media Center, la versione riveduta e corretta del computer da tavolo che si è trasformato in elegante chip da salotto. Un esempio che rappresenta lo stato dell’arte in materia è il Sony Vaio Serie XL202 che nasce proprio come sistema per utilizzare il televisore domestico nel ruolo di display, portando così le funzioni di tv digitale, registrazione video, internet, posta elettronica, giochi e musica nel salotto di casa. Con lettore e masterizzatore dei nuovi super dischi Blu-ray, l’apparecchio costa euro 2.600.
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