Con Picasso verso i quadri dell’Oltrepò
Citroën ha allargato l’orizzonte Picasso con innovazione e grande versatilità e con soluzioni meccaniche molto interessanti. Con la C4 Picasso motore diesel 2 litri Fap da 138 cavalli, ci proponiamo un viaggio di non lunga durata alle porte di Milano, in quella zona di Lombardia che viene definità Oltrepò, dove il buon cibo e il buon vino sono incontri ravvicinati di tipo continuato.
milano. Partenza dall’Arco della Pace a Milano e subito la Picasso offre la sorpresa. Sul cruscotto è segnalato che il freno a mano è innestato. Cercarlo è inutile, perché la funzione è automatica: basta partire e il freno di stazionamento si disinserisce automaticamente. Il percorso prevede una circolazione in città, poi autostrada fino a Pavia prima di inoltrarci nell’Oltrepò. In città usiamo il cambio automatico, che funziona bene soprattutto se non si pigia eccessivamente l’acceleratore. Col piede leggero, la cambiata è facile e ha tempi di risposta quasi insignificanti. Se invece si pigia, improvvisamente, molto forte per avere molta accelerazione, allora il motore risponde bene ma con un tempo maggiore. Picasso si propone come una perfetta familiare, spaziosa e con sette posti. La dinamica è una piacevole scoperta, merito del buon telaio, dell’ottima ripresa e dei consumi contenuti anche con discreti carichi.
in autostrada. In autostrada, la C4 Picasso ha un comportamento eccellente. La tenuta non ha problemi e la vettura sente poco il vento laterale. La visibilità di Picasso è eccezionale, giustamente Citroën definisce la vettura una VisioSpace: la C4 Picasso dispone di quasi 6 metri quadrati e mezzo di superfici vetrate, merito anche del parabrezza panoramico grandangolare che aumenta la visibilità da 35 a 70 gradi in verticale. I progettisti Citroën hanno dato libero sfogo alla loro creatività anche all’interno dell’Mpv, inserendo un quadro strumenti personalizzabile con vari colori e con un posto guida spazioso. La guida è facile e confortevole, il cambio pilotato ha il selettore sul volante e le levette sul piantone dello sterzo. Spingo in basso quella che aziona la funzione sequenziale. Si libera così spazio per numerosi vani, come il minifrigo. C’è il climatizzatore a 4 zone e il comfort può contare anche sui faretti di lettura posti sugli schienali dei sedili anteriori.
montebello della battaglia. Si esce a Voghera, si viaggia sino a Casteggio col cambio sequenziale in azione. Le cambiate sono rapidissime, la risposta è pronta e la strada con curve frequenti non impensierisce la C4 Picasso. In direzione Piacenza, a circa un chilometro da Casteggio, città rinomata per le sue cantine, c’è la contrada di Fumo, sede del Ristorante Nazionale, un elegante ritrovo dove di questi tempi bolliti e tartufi la fanno da padroni. Prima di gustare le specialità del Nazionale, si punta verso Montebello della Battaglia, la storica località dove nel 1800 i francesi di Napoleone sconfissero gli austriaci e dove, nel 1859, si combatté dando il via all’unificazione d’Italia.
ponte nizza. Dopo pranzo puntiamo sull’Eremo di Sant’Alberto di Butrio, la strada è tutta curve e in salita, ma il cambio seleziona la marcia giusta per non perdere velocità e ritmo. L’Eremo, si dice, ospitò personaggi illustri come Federico Barbarossa e Dante Alighieri. Dietro front, discesa verso Ponte Nizza, molto divertente per le qualità sportiveggianti della nostra monovolume, poi sosta alle Terme di Rivanazzano. Quindi Voghera, autostrada e di nuovo a Milano. Per raccontare, davanti a un bel piatto di polenta e ossobuco, un breve, splendido viaggio.
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