Voice over BT
Negli ultimi tempi si fa un gran parlare di convergenza. Di questo, assieme ad altri argomenti, cruciali per quanto riguarda il futuro della comunicazione, abbiamo parlato con Corrado Sciolla, amministratore delegato di BT Italia Spa, società controllata al 100 per cento da British Telecom e principale fornitore in Italia di servizi e soluzioni di comunicazione interamente dedicati alle imprese e alla pubblica amministrazione.
Costituita nell’ottobre 2006, BT Italia ha visto confluire al proprio interno le attività di Albacom Spa e Atlanet Spa. Inoltre BT Italia coordina sul territorio italiano le operazioni di BT Radianz e BT Infonet.
Quali sono le strategie di BT Italia?
BT Italia si è imposta sul mercato dei servizi di comunicazione dedicati all’utenza business e questo ritengo sia il primo elemento distintivo rispetto a tutti gli altri operatori di telecomunicazione presenti in Italia. La nostra strategia è e continuerà ad essere quella di offrire soluzioni di comunicazione innovative e tagliate su misura per le aziende e la pubblica amministrazione. Soluzioni che si basano su tecnologia d’avanguardia (Wi-Fi, Ip, reti intelligenti) e che possono avvalersi del nostro network nazionale di oltre 12 mila chilometri, interconnesso ai 90 mila chilometri del network mondiale di British Telecom.
Che importanza ha per un colosso mondiale come BT il mercato italiano?
Oggi BT Italia, con i suoi 900 milioni di euro di fatturato, 250 mila aziende clienti e oltre 1.400 addetti, rappresenta la più importante realtà di BT al di fuori del Regno Unito.
Quali sono i servizi che vedono lo sviluppo maggiore nel nostro paese?
Se escludiamo le grandi corporation, il tessuto socio-economico italiano si basa sulle oltre 400 mila piccole e medie imprese, a cui già dal 2000, con l’avvento della banda larga, abbiamo cominciato a proporre servizi integrati telefonia più dati, offrendo la nostra azienda quale partner unico per i servizi di comunicazione aziendale. Un paio d’anni fa abbiamo poi introdotto, primi sul mercato italiano, il servizio Vip, che sfruttando la tecnologia voice-over-Ip, consente alle imprese di abbattere i costi fissi (vale a dire i canoni di Telecom Italia) fino all’80 per cento.
In questo periodo si fa un gran parlare di convergenza. Come vi proponete di crescere in questo campo?
Negli ultimi anni, con l’avvento della banda larga e del protocollo Ip, abbiamo assistito all’affermarsi di soluzioni convergenti voce e dati. Oggi siamo pronti invece per un passo successivo, quello della convergenza fra fisso e mobile. BT è infatti ormai prossima al lancio di un servizio di convergenza fisso-mobile per le imprese, BT Corporate Fusion, che utilizza la tecnologia Wi-Fi come interfaccia verso la rete fissa in ufficio e a casa, e la rete Gsm/Umts dove non arrivi la copertura Wi-Fi.
Quando verrà lanciato BT Corporate Fusion in Italia e quali saranno i vantaggi per le aziende che usufruiranno del servizio?
Da alcuni studi svolti risulta che il 70 per cento delle chiamate effettuate da un telefono cellulare vengono fatte dall’interno di edifici. Di conseguenza, adottando una soluzione come BT Corporate Fusion, è presumibile che si riesca ad abbattere in modo molto significativo i costi di un cellulare, in quanto tutte le chiamate svolte dall’ufficio vengono automaticamente instradate sulla rete fissa, che ha costi unitari decisamente più contenuti. Per quanto riguarda i tempi, invece, BT Corporate Fusion verrà lanciato sul mercato entro gennaio. Se per quel periodo avremo ricevuto la licenza di operatore mobile virtuale saremo in grado di “pacchettizzare” l’offerta (fisso più mobile) in un unico servizio, viceversa le aziende clienti potranno continuare ad utilizzare i servizi del proprio operatore mobile abituale.
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