Ditelo con i Fioroni

Di Luigi Amicone
07 Dicembre 2006
Va in Egitto e a Napoli a predicare la legalità. E' il ministro della pubblica distruzione

Con tutti i problemi che ha la scuola italiana, il ministro della pubblica distruzione Beppe Fioroni è volato in Egitto per incontrare il suo omonimo e mettere un bello stampino sopra la scuola di via Ventura a Milano. Dopo aver regolarizzato ciò che era irregolarizzabile, il ministro ha chiesto all’Egitto se era d’accordo. E quello: sì sì, sono d’accordo. D’altronde, come ha spiegato Fioroni: «Loro non obbligano le nostre studentesse a venire qui in classe con il velo e non ci vietano il crocifisso. Nemmeno noi abbiamo intenzione di mettere obblighi o divieti per le scuole arabe in Italia». Secondo Fioroni sarebbe la stipula di tale accordo un modello di «reciprocità».
Con tutti i problemi che ha la scuola italiana, il ministro della pubblica distruzione Beppe Fioroni è andato a Napoli a benedire i nove punti su cui gli studenti “si impegnano a.” cambiare la loro situazione (vedi taz&bao a pag. 8). Già che c’era, il ministro ha sovvenzionato l’iniziativa con 4 milioni di euro e ha chiesto agli impegnati studenti se erano d’accordo. E quelli: sì sì, siamo d’accordo.
Con tutti i problemi che ha la scuola italiana, al ministro della pubblica distruzione Beppe Fioroni non si può far altro che dedicare questo pensiero di Denis De Rougemont: «Ho osservato che i princìpi dell’istruzione pubblica non coincidono che incidentalmente con quelli del buon senso. Mi limiterò a questo, rinunciando per questa volta a dimostrare, cosa che sarebbe facile, come essi costituiscono una sistematica inversione di tutte le leggi divine ed umane. Vale a dire: un metodo di imbastardimento del popolo».

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