Itinerari mobili
Tra Parma e Piacenza, dove l’Appennino inizia la sua salita verso il cielo, colline dai dolci pendii collegano valli rigogliose a rilievi boscosi, e ospitano borghi che narrano una lunga storia. Di aspre contese e feroci battaglie. Fra Guelfi (i sostenitori del papa) e Ghibellini (i pro imperatore). Siamo in pieno Medioevo. E in particolare, in pieno tredicesimo secolo, quando i territori parmensi e piacentini erano dominati dai signori Ghibellini. Che lasciarono un segno. I loro castelli, che ancora oggi affascinano e incuriosiscono frotte di visitatori. E che contribuiscono alla bellezza di questi luoghi, ricchi di profonde tradizioni culturali ed enogastronomiche. Tra le valli dell’Arda, dello Stirone, del Ceno e del Taro corrono i filari di vigneti del famoso Gutturnio, che si sposa con i salumi piacentini, come la coppa stagionata, e con il Parmigiano-Reggiano. Inoltre nella Val Taro l’Oasi dei Ghirardi gestita dal Wwf consente di conoscere la complessità dell’ambiente appenninico e le sue peculiarità floro-faunistiche, mentre l’alta Val Ceno è un piccolo paradiso per gli amanti della canoa e del kajak. Numerosi, dunque sono gli antichi castelli che si possono visitare seguendo itinerari di vario tipo: Gropparello, Vigoleno e Bardi, ma anche Fontanellato, Roccabianca e Rivalto. E non solo questi. Ciascuno con qualcosa di singolare da offrire. Come il castello di Vigoleno, inserito nel percorso della Via Francigena, e attivo ancora il secolo scorso quando divenne cenacolo per intellettuali e artisti, tanto da vedere passare fra le proprie stanze Gabriele D’Annunzio. O il castello di Compiano, assalito più volte e più volte fortificato. Per informazioni su tutti i castelli e gli itinerari: 0524/83377 e www.castellidelducato.it.
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